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martedì 6 gennaio 2015

I propositi del 2015

L'anno nuovo è arrivato, e domani è già tempo di smontare il presepe e riporre le decorazioni natalizie. Gennaio è tempo di progetti: mentre la terra è gelata e le temperature fanno passare la voglia di stare in giardino, si sta in casuccia a tracciare disegni di nuove aiuole e a sognare a occhi aperti sui fiori da coltivare la prossima estate. Personalmente, passo ore su Pinterest guardando le immagini dei giardini più belli per trovare ispirazione.

Bardolino (VR), il pomeriggio del primo gennaio.

Quest'anno non ho in mente particolari acquisti: il mio piccolo giardi-casino già straripa di piante, e vorrei diminuire la quantità di quelle in vaso. Questo mi darà la possibilità di risparmiare tempo in innaffiature. Voglio lasciare più spazio alle piante che si "arrangiano", che non hanno bisogno di continui apporti di acqua e sono meno soggette alle malattie. Una parola... però qualcosa si può fare. Ho passato la scorsa estate a correre avanti e indietro con l'innaffiatoio, nonostante abbia installato da un po' l'impianto irriguo a goccia: a questa attività si aggiungeva quella di cura delle rose, eliminazione dei boccioli sfioriti di tante varietà di ogni specie e la raccolta delle foglie delle aromatiche da essiccare: un vero lavoraccio! Considerato che ho un impiego in ufficio a tempo pieno, e a distanza da casa, tra un impegno e l'altro fino alle otto-nove di sera non riuscivo a tirare il fiato. E il fine settimana, pulizie di casa!
Quest'anno parto un po' avvantaggiata: quello passato ho dovuto riverniciare le sedie e il tavolo da esterno (quasi tutte da sola), e preparare le tende da giardino. Il 2015 mi vede alleggerita da queste incombenze, e decisa a complicarmi il meno possibile la vita...
A pensarci bene però qualche acquisto lo farò, ma sarà assolutamente mirato: una rosa gialla, e una peonia, forse bianca, o forse rosa: ma lo saprete appena arriveranno a casa.


Visiterò di sicuro qualche fiera e qualche evento in giro per il nord Italia: mi piacerebbe Masino, per esempio, che non ho mai visto finora. Ho in elenco un vivaio di rose nel Veneto, ma di sogni nel cassetto giardinicoli in realtà ne ho a bizzeffe!
Per quanto riguarda l'orto, i risultati di quel poco che ho coltivato nel 2014 mi vedono soddisfatta solo sul fronte agrumi: la pianta di limoni in autunno ne ha maturati 6 kg, l'arancio quasi 3. Ma le arance sono di nuovo insipide: mi hanno suggerito di aumentare la somministrazione di lupini macinati, ma si vede che non ne ho distribuiti a sufficienza, o devo trovare altra soluzione.
Per ora, ecco la spremuta che ne ho fatto...


Buon anno a tutti!

giovedì 9 agosto 2012

Limoni gemelli da seme


Il 3 agosto non c'erano. Mi riferisco a quei due cosettini verdi al centro del vasetto nella foto, mezzi mimetizzati con un sasso di argilla. Mio marito, che da quando mi ha conosciuto, lui, uomo di città, si è preso una passione folle per il mondo delle piante, ultimamente si sta "specializzando" in agrumi. L'anno scorso abbiamo comprato il limone. Era da un pezzo che mi tormentava con 'sta storia del limone. "Prendiamoci il limone"; "da noi muore di freddo!" ho rimbeccato.  "Gli facciamo la serra". E così è stato: preso il limone, fatta la serra. Quest'anno ha voluto l'arancio. Dopodichè, ha comprato un paio di manualetti sull'argomento, che tiene sul comodino in camera e sfoglia prima di andare a letto.
Non si ricorda più nemmeno lui da dove, forse da un limone, ha estratto, un mese fa, un semino. Lo ha ficcato in un vasetto col terriccio per agrumi, comprato per rinvasare l'arancio (vedi post di giugno). "Innaffialo" mi ha ordinato. Ogni tanto mi sono ricordata di farlo, mio marito invece col lavoro non se lo ricorda quasi mai.
Per questo sono sicura di poter dire: il 3 agosto, queste piantine nel vasetto non c'erano. Eh sì, ero passata con l'innaffiatoio e ci avevo versato un po' di acqua pensando "E' sprecata, non nasce niente". La mattina dopo, questi due -probabili- limoncini sono spuntati per farmi dispetto.
Per primo li ha scoperti mio marito, ovviamente, nel pomeriggio. Esultante, mi ha sventolato il vasetto sotto il naso, gridando "Visto? sono nati!" e mi ha spiegato: "Sono gemelli, il manuale diceva infatti che a volte, dallo stesso seme, ne possono nascere due (poliembrionia)".
Capito? Adesso c'ho pure i limoni gemelli.

Di solito, la propagazione da seme del limone non si fa. Le piantine che nascono, tardano parecchio ad entrare in produzione, possono avere molte spine, hanno radici sensibili agli attacchi fungini e non resistono al freddo. In compenso, resistono ai virus e sono ottime come portainnesto. Vedremo cosa faremo di queste due e che caratteristiche mostreranno di avere.

venerdì 3 febbraio 2012

Poca neve e tanto freddo

Alla fine, qualche fiocchetto di neve è sceso. Poca roba, durata mezza giornata. Nel prato ce n'è solo qualche sporadica traccia, segnata da quelle che sembrerebbero impronte di merlo (penso merlo, perchè il passero saltella e se ne vedrebbero due affiancate; ma non sono sicura).
Un'impronta verso destra, un'impronta verso sinistra:


Ad ogni modo, in provincia di Verona ultimamente cerchiamo di non farci mancare nulla: se c'è un terremoto, vogliamo ogni tanto esserne l'epicentro (l'ultima scossa l'ho avvertita qualche giorno fa in casa, una scena da Jurassic Park: ho visto muoversi l'acqua nella bottiglia e sono schizzata fuori, tra il cigolio di mobili e lampadari. Le piante dondolavano divertite nella serra del sottoscala).
E se deve venire il freddo siberiano, ci teniamo ad essere la seconda città più fredda d'Italia. Alle cinque di mattina, in giardino, stamattina la temperatura era di -11 gradi. In serra è scesa pericolosamente attorno ai 2-3 gradi.
Nel pomeriggio ho controllato le piante: il limone ha diverse foglie gialle, non sono molto contenta; begonie, hippeastrum e violette sono invece in buone condizioni.


Nel momento in cui scrivo (ore 18.45) il termometro è già sceso a 0 gradi. Sono in apprensione per l'albuca spiralis, che finora si è difesa degnamente. Le indicazioni del cartellino del vivaio la descrivono capace di sopportare fino ai 5 gradi. Mmmh, per stanotte devo fabbricarle il cappottino?

venerdì 14 ottobre 2011

Guerra chimica tra me e le minatrici del limone

Con il post del 23 settembre, avevo scritto come, con stupito stupore, mi ero accorta che le minatrici stavano rovinando le foglie del MIO limone. In un primo momento, avevo pensato di liberarmene schiacciandole con un sassolino sulla foglia su cui le beccavo a brucare. La soluzione cercava di evitare l'uso dell'insetticida che avevo acquistato ma che mi pareva troppo aggressivo nei confronti degli insetti "benefici", come le api. Uccidendo le api che si accostano ai fiori della pianta, si rischia di impedire l'impollinazione. E io questo non posso permetterlo. Il MIO limone deve essere la pianta più produttiva del mondo.
Peccato che dopo il mio intervento ecologico, le minatrici abbiano continuato a presentarsi sulle foglie della pianta, indisturbate. Ragion per cui, qualche giorno fa, al loro "guanto di sfida" apertamente lanciatomi, ho risposto: -Scelgo l'arma chimica!- e ho preso l'insetticida e il nebulizzatore, un po' di acqua e ho preparato il terribile veleno.
Mi è rimasto il problema dei fiori: va beh, mi son detta, adesso vi fabbrico degli impermeabilini e vediamo se riesco a salvare capra e cavoli.


Con un paio di forbici, ho ritagliato, dalla plastica trasparente con cui si imballano le bottiglie in pacchi da sei, dei rettangoli di varie dimensioni. Con lo scotch li ho chiusi, dopo averli ripiegati a metà su se stessi, su due dei lati aperti. Dal lato rimasto libero, ho infilato i capolini dei fiori. Ho imbustato anche qualcuno dei frutti più piccoli in maturazione.
Ho spruzzato infine l'arma letale su tutto il fogliame della pianta, da varie direzioni (in una giornata senza vento).
Non so se il mio intervento ha significato qualcosa. Dopo qualche giorno, ho individuato tra i rami solo una cimice morta. Difficile dire che le api o altri insetti non ne siano rimasti danneggiati (magari vanno a morire nell'alveare). Di certo, le fioriture stanno dando tutte i loro frutti:


Credo che il pericolo di mancata impollinazione riguardi per lo più le coltivazioni con un ampio numero di piante, su cui si deve riversare un quantitativo rilevante di insetticida.
A proposito: le minatrici, per ora, non si sono più viste. Ma resto in guardia!

sabato 8 ottobre 2011

Come costruire una serra nel sottoscala - 3 ed ultima parte

Nei giorni passati, con mio marito abbiamo terminato la costruzione dei due pannelli rimanenti della facciata della serra esposta a sud:


Purtroppo, è abbastanza evidente come una delle assi più lunghe in verticale, a sinistra, faccia una specie di D: siccome il negozio di materiali di bricolage non era al momento provvisto di listelli di legno di 3 m, per non rallentare i lavori abbiamo rimediato acquistandone due da 2 e 1 m, raccordandoli tra loro al momento della costruzione del pannello. Non è il massimo, ma per il momento ci accontentiamo del risultato ottenuto (finchè sta in piedi è tutto grasso che cola...).


I due pannelli più esterni sono larghi esattamente 1 metro (la larghezza massima del foglio di pvc). Quello centrale è largo 83 cm, ma non abbiamo accorciato il pvc che gli abbiamo applicato: quello che avanzava, lo abbiamo tenuto per coprire gli spifferi:


Stamattina, un altro salto al negozio per acquistare gli elementi destinati a comporre la porta della serra: una sessantina di euro per quattro listelli di legno, una maniglia snodabile, tasselli di plastica con vite, tre cerniere, lastrine di metallo più grandi delle precedenti, pvc trasparente. Finora, in tutto la serra ci è costata circa 180 euro, e circa quattro pomeriggi di lavoro.


Prese le misure, abbiamo preparato la struttura della porta con i listelli, avendo cura di rinforzare bene gli angoli con le lastrine di metallo, prima a lato e poi di fronte, in questo caso direttamente sul pvc:


Sempre sul foglio di pvc, nel frattempo fissato con viti autofilettanti lungo tutta la struttura di legno della porta, abbiamo applicato la maniglia e il catenaccio per chiudere (embhè, non ci facciamo mancare niente!):



Anche qui, siccome la porta è larga una novantina di centimetri, abbiamo lasciato avanzare un po' di pvc, sagomato però là dove si va a inserire il catenaccio (ci si può aiutare con una taglierina, ma stando ben attenti a non creare strappi nel pvc. Nella foto qui sopra si vede uno strappetto sopra il catenaccio, che poi abbiamo eliminato tagliando un altro pezzettino).
Infine, le cerniere: prima mio marito ha fissato una delle loro "ali", con le viti, alla porta. Poi abbiamo installato la porta al posto dove andrà fissata, per verificare che le misure siano giuste e che si chiuda bene (non vi dico quanti "aggiustamenti di tiro" abbiamo fatto: la porta è un pezzo delicato, se non è perfetta non si chiude, e rischia di cascarvi addosso).
Una volta sicuri della posizione del pannello della porta, mio marito ha segnato sul muro della casa, con una matita, dove fare i buchi per le viti delle cerniere, ed ha completato il tutto applicando i fischer nell'ala rimasta libera.


Et voilà: la serra è fatta e pure chiusa! il limone è già al sicuro (ieri notte, dalle mie parti, la temperatura è scesa a 13 gradi) e anche qualche altra pianta freddolosa:


Di certo non è una serra perfetta, ma di sicuro è funzionale e anche poco vistosa. Al suo interno, la temperatura è già ben differente da quella esterna, e c'è un profumo di fiori di limone favoloso. Dobbiamo ancora sistemare qualche particolare, ma il più è fatto. Comprerò un termometro da mettere all'interno per controllare quest'inverno che microclima si formerà, e se sarà necessario proteggere ulteriormente le piante con teli o magari installando una piccola stufetta.
Noi non l'abbiamo fatto, perchè si tratta di un primo esperimento, ma sarebbe ottima cosa, prima della costruzione della serra, trattare i listelli di legno con un impregnante che li protegga dall'acqua. Un ultimo accorgimento: se lo riterrete necessario, potrete aggiungere all'interno della serra dei teli ombreggianti per schermare le piante dall'eccesso di sole delle belle giornate.
The end!

venerdì 7 ottobre 2011

Come costruire una serra nel sottoscala - 2 parte

Fissata la struttura, è venuto il momento di preparare i pannelli.
Siamo tornati al cetro di materiali per il bricolage, e abbiamo acquistato nuovi listelli di legno, altre viti universali, il pvc trasparente.
Questa nuova fase è appassionante, ma anche delicata: appoggiandosi su una superficie piana ed ampia, si prepara prima la struttura in legno del pannello, dopo aver preso attentamente le misure di ogni lato (i nostri tre pannelli avranno tutti una forma trapezoidale). Le giunture devono essere salde, quelle ad angolo retto vanno irrobustite con le lamine ad L. Abbiamo usato le viti, aiutandoci con il cacciavite e, con delicatezza, il trapano. Poichè i listelli di legno non sono di un'essenza particolarmente pregiata, bisogna stare attenti a non applicare la vite sulle venature, perchè l'asse si crepa facilmente, e l'apertura rischia di percorrere tutto il listello, che poi sarebbe da buttare.
E' stato importante scrivere con una biro delle lettere e dei disegnetti sulle assi per ricordarci quali si incontravano e in quale verso. Le misure le abbiamo infatti prese direttamente sul listello, accostandolo al lato della serra dove verrà collocato. Addirittura, al momento dell'acquisto, perfino il commesso ha disegnato su ogni asse quale sarebbe stata la sua posizione nella struttura finale, per permetterci di ricordare, una volta giunti a casa, quali assi andavano accorciate e quali no.


In seguito, si stende il pvc sulla struttura del pannello, e lo si fissa con le viti (se la si possiede, si può utilizzare la pistola sparachiodi). Il pvc che ci siamo procurati è molto spesso, resistente ai raggi uvb. In commercio è disponibile largo 1 metro, viene venduto della lunghezza che si vuole. Ne abbiamo preso tre "scampoli", ed è stata la spesa maggiore che abbiamo sostenuto. Il secondo giro in negozio ci ha alleggeriti di poco meno di un centinaio di euro. Che però saranno ben investiti.


Applicare il pvc al pannello non è facilissimo, perchè va steso con cura e fissato in modo tale che non si "sbamboli", non crei onde sulla superficie del pannello, rendendolo debole al soffiare del vento. I nostri tre pannelli sono larghi 1 metro, 1 metro e 83 centimetri. Sui bordi, abbiamo lasciatodel pvc in più che protegge la struttura dagli spifferi:


Anche se, da bricoleurs inesperti, la struttura non è perfetta, con qualche accorgimento abbiamo rimediato astutamente a dei dettagli importanti.
Aggiungo una cosa a proposito del pvc: in vendita esistono anche i pannelli di plexglass, quelli, per capirsi, che all'interno sono ondulati. Il commesso ce li ha sconsigliati, perchè tagliarli su misura è una fatica inumana. Per tagliare il pvc basta una forbice dura, non di quelle comuni. Tagliare sempre con attenzione e con calma: a momenti ci partiva uno "sbrego" che, se fosse proseguito, rischiava di rovinare tutto il foglio di pvc.


Una volta sistemato il pvc, il pannello acquista più solidità, e va applicato alla struttura della serra. Un paio di viti sopra, un paio di viti sotto. Dopo il lavoraccio, una soddisfazione.


Primo pannello fatto!
Continua...

mercoledì 5 ottobre 2011

Come costruire una serra nel sottoscala - 1 parte

Quando abbiamo comprato il limone, a giugno, io e mio marito sapevamo che prima dell'inverno avremmo dovuto provvedere a costruirgli un ricovero per proteggerlo dal freddo. Così, un paio di settimane fa, abbiamo deciso di darci da fare finchè il bel tempo di questo caldissimo inizio di autunno ci assisteva.
La "location" è stata stabilita in un sottoscala esterno della nostra casa, esposto a sud-est. Non il massimo della posizione (nel senso che il non plus ultra sarebbe sud-ovest), ma se non altro un rifugio sicuro con una sorta di tetto già presente: le scale, per l'appunto.
Indecisi se ricorrere all'opera di un falegname, con mio marito ci siamo recati in un negozio di bricolage e abbiamo esposto a un commesso ben disponibile, misure in mano, il nostro problema: costruire una serra semplice, economica, e soprattutto rimovibile.
Sì, rimovibile, perchè il regolamento edilizio del nostro (e di molti altri) comune permette la libera costruzione di ricoveri per il materiale da giardinaggio che non siano fissi o in muratura. Altrimenti la costruzione è abusiva.
Col commesso abbiamo abbozzato lo schema di una struttura con listelli di legno, da fissare nello spazio tra il marciapiede sottostante alla scala e la scala stessa, e su cui inserire poi tre pannelli di pvc trasparente. Sul lato stretto, largo come il marciapiede, la porta per entrare nella serra.
Poichè nell'insieme il progetto è minimo ma il lavoro manuale previsto non è così scontato (noi non siamo dei bricoleurs esperti), il commesso ha preferito venderci, per iniziare, solo i listelli per la struttura più esterna. Fatta e fissata quella, si può ambire a continuare e spendere soldi per il materiale restante.


Per capirsi, come primo passo abbiamo acquistato dei listelli di abete per coprire un perimetro di circa 11-12 metri. Listelli grezzi, lunghi fino a 3 metri, perchè più economici, ma da maneggiare con cura perchè rilasciano schegge infingarde nelle mani. Abbiamo aggiunto alla spesa un po' di fischer per fissare i listelli al marciapiede e alla scala, e viti di varia lunghezza. Una spesa non superiore ai 20-25 euro. A cui si aggiungeranno, mettetevela da parte, durante i lavori, qualche parolaccia e martellata sulle dita (da cui, altre parolacce).
All'inizio, la lotta è con le misure: i listelli attaccati alla scala devono essere perpendicolari a quelli a terra. Ci vuole pazienza, occhio e un buon metro, nonchè una squadra. Ma si può fare.


Ovviamente, ci vuole anche il cacciavite e il trapano. Un buon seghetto e un piano di lavoro orizzontale stabile. Una scala. Importanti le lastrine ad L per fissare i listelli che si intersecano a 90 gradi, da un lato e dall'altro.
Continua...

venerdì 23 settembre 2011

Nooo! Minatrici degli agrumi sul mio limone!


Primo giorno d'autunno, con sorpresa.
Stamattina, mentre osservavo orgogliosa la mia pianta di limone con le sue nuove fioriture (qui sopra, foto di fiore senza più petali che mostra un'aspirazione di limoncino, il che vi farà pensare a un'alitata di liquore ma io mi riferisco al frutto che sta per formarsi), il mio occhio di falco (solo in materia di parassiti) ha individuato delle strane e sgradite presenze su alcune foglie della pianta:


Se osservate dove indicano le mie artigianali frecce rosse, noterete dei segni serpeggianti su metà della pagina delle foglie. Sono causati da un minuscolo parassita, un bruchetto di colore chiaro, che erode la superficie delle foglie più giovani, e che, consumato un pasto sufficiente, alla fine si imbozzola arrotolandosi intorno un lembo della foglia. Questo bruco è un genio, come molti bruchi, ma è piuttosto seccante. Nome in codice: Phyllocnistis citrella. Nome comune: minatrice serpentina degli agrumi.
Sono volata immediatamente da un rivenditore di prodotti per l'agricoltura, e per euro 5,80 mi sono portata a casa un prodotto mirato, un insetticida sistemico. Però...
Leggo le prescrizioni supplementari: non contaminare l'acqua con il prodotto o il suo contenitore. Non pulire il materiale di applicazione in prossimità delle acque di superficie. Il prodotto contiene una sostanza molto tossica per le api. Non trattare nè in immediata prefioritura nè in fioritura per evitare la mancata impollinazione ecc.
Mi è passata la voglia di usarlo. Al commerciante avevo fatto presente, al momento dell'acquisto, che il limone (tra l'altro, dopo una pausa di un mese) è in fioritura, ma mi ha detto che faceva lo stesso. Non per fare l'ambientalista della domenica, ma visto che le foglie "serpeggiate" non sono molte, per il momento mi sono limitata a schiacciare, con un sassetto, i bruchetti a mano.
In mezzo alle foglie del limone, altri insetti:



Mimetizzatissimi, ognuno alla propria maniera.
Potete restare, ma non fate buchi!

lunedì 4 luglio 2011

La limonaia del Castèl a Limone sul Garda


La mia gita di ieri.
Sulla costa bresciana del lago di Garda si trova la bellissima cittadina di Limone sul Garda. Questo paese è noto dal Settecento (tra le testimonianze più illustri, quella di Goethe) per la coltivazione di limoni, in una località che, nei secoli passati, era quella più a nord in Europa dove si potesse tentare con successo di impiantare agrumi. In realtà, tale coltivazione risale già a qualche secolo prima, ma proprio durante il secolo dei Lumi ha avuto il suo sviluppo maggiore.
Il turista che passi per questa parte di riviera gardesana può osservare le antiche strutture di limonaia ancora presenti, in parte utilizzate e restaurate, in parte rimaste nell'architettura delle abitazioni moderne che le hanno inglobate, ai piedi dei monti che scendono verso il lago.



Dal 2004 l'amministrazione comunale ha aperto al pubblico (biglietto d'ingresso per adulti: attualmente euro 2) una limonaia-museo da poco restrutturata, in cui è possibile percorrere i vari terrazzamenti (còle)in cui essa è divisa ammirando le piante di agrumi qui impiantate, ovvero limoni di varie specie, aranci, mandarini, kumquat, calamandini, pompelmi, cedri ecc.
Le limonaie erano costruzioni a più terrazze, affacciate in direzione del lago e costruite su numerosi pilastri di pietra, che in inverno erano copribili e chiudibili con tavole di legno per proteggere le piante dai rigori invernali. Erano degli ingegnosi metodi di coltivazione che permettevano ai contadini di beneficiare del mite clima lacustre senza aver niente da invidiare a quello mediterraneo, nemmeno in inverno, quando il Garda non sempre garantisce temperature sopra lo zero.


(Qui sopra: il deposito delle tavole di legno da usare in inverno. Nella terza foto invece si vede il sistema di assi per incastrare le tavole protettive in verticale).


Il dépliant informativo che viene fornito ai visitatori non lo dice, ma di sicuro agevola la coltivazione di piante che non amano le eccessive innaffiature anche il sistema di impianto in discesa, come succede nei giardini di cactus nel sud della Francia. Uno stratagemma che serve a far defluire più velocemente l'acqua rimasta nel terreno.


Gli alberi più grandi sono circondati da strutture di legno di sostegno. Il terreno usato, per quello che ho visto, è di tipo "leggero", per evitare i ristagni idrici. Sulle mura della limonaia, piante di capperi in fiore (se ne trovano in giro per tutto il paese di Limone). Sparse per la limonaia, anche altre sorprese vegetali, come qualche pianta grassa.



E' stato recuperato anche il sistema di irrigazione, e le canalette sono aperte con acqua freschissima che le percorre, dalle terrazze alte fino a quelle più in basso.


Nella foto qui sopra, un esemplare di calamandino, tutto chioma e niente fusto. Mi ricorda certi alberelli dipinti nei quadri medievali.


Finita la visita al museo, godetevi il paese di Limone, pieno di angoli e terrazzine da foto. Gli abitanti di Limone sono molto orgogliosi della peculiarità del loro paese: i limoni ce li hanno anche in ceramica sopra le porte e i garage!
E se volete farvi il bagno nel lago da queste parti, cercate di scendere in spiaggia al mattino o nelle primissime ore del pomeriggio: dopo le quattro il sole scende dietro la montagna e l'ombra oscura le rive, con conseguente fuggi-fuggi dei turisti. A quell'ora, meglio gironzolare per il centro con un bel gelato al limone in mano!

martedì 21 giugno 2011

Limone, pazzo acquisto del primo giorno d'estate

Buona estate a tutti!
Sarà che il giorno del solstizio d'estate mi ha dato alla testa, ma oggi ho acquistato una pianta che mai mi ero sognata di prendere: un alberello di limone.
Non me ne intendo per niente. Ho sempre saputo che si tratta di una pianta che teme il freddo, e siccome a casa mia, in inverno, fa freddo, non ho mai avuto il coraggio di tentare l'esperimento. Fatto sta che stamattina, stuzzicata dalla recente lettura del libro della Marzotto Caotorta (vedete il mio post All'ombra delle farfalle in fiore nell'argomento "libri") ho fatto un giro per vivai finchè ne ho trovato uno che vendeva piante di agrumi a prezzo accessibile, e di buon aspetto. Guidata dai consigli di mio marito, ho scelto un esemplare di limone che presentasse insieme fiori (in boccio), frutti in via di maturazione, frutti quasi maturi e fogliame nuovo. Trovare queste fasi di vegetazione contemporaneamente pare che garantisca di scegliere un albero con almeno un discreto stato di salute (giusto per non portarselo a casa già morto...). Il limone è stato "impacchettato" dal vivaista per superare il breve trasporto in macchina ed è arrivato a casa così:

Abbiamo tolto il cellophane e il sacchetto di plastica con delicatezza. Voilà:

Il vivaista ci ha fornito il concime da somministrare (una manciata ogni mese), e ci ha consigliato di spuntare la vegetazione eccessiva dell'albero, perchè troppo fogliame si sviluppa a discapito della quantità di frutti. Ovviamente, posizione soleggiata e al riparo dai venti. Bisogna prestare attenzione anche all'irrigazione: evitare gli eccessi di acqua. Se si tiene la pianta senza sottovaso, si può innaffiare tutti i giorni serenamente, perchè l'acqua in eccedenza è libera di scorrere via dai fori di drenaggio. Per semplificarmi la vita, penso che farò a meno del sottovaso, perchè il vaso sta su un marciapiede e non ho problemi se si bagna il prato. La cosa sarebbe più difficile se il limone si trovasse su una terrazza da tenere pulita.


In inverno, la pianta va protetta dal freddo. Con una temperatura di 4-5 gradi sotto zero perde tutte le foglie. Oltre questa soglia, il limone muore. Sarà una sfida, ma si può fare...