martedì 16 dicembre 2014

Cascata di tillandsie per #natalealverde

Per un regalo a un/a amico/a col pollice verde, oppure per decorare una stanza un po' umida della casa... tipo il bagno. Oggi mi gira così :-). In questo post vi spiego come ho preparato una collana di tillandsie da appendere verticalmente. 
I materiali necessari sono pochi, serve però pazienza nel maneggiare le piantine.
Procuratevi: tillandsie, filo di nylon (tipo da pesca), fogli di alluminio (da cucina), un ago da cucito spesso, un pezzo di filo di ferro.
Potete trovare le tillandsie ormai in quasi tutti i garden center. Non costano molto. Chiedete di varietà che non emettono radici. Regalatele a chi possiede un bagno con finestra, luminoso, o ha una veranda con aria non troppo secca e temperature sopra i 15 gradi. In locali come questi, le tillandsie, lontane da fonti di calore o spifferi, possono vivere a lungo senza bisogno di particolari trattamenti: vogliono disponibile però tanto vapore, acqua da assorbire dall'aria con i "peletti" delle loro foglie.
In questo post ho già spiegato delle mie esperienze e di come prendersi cura di queste piante curiose, semplici da trattare ma delicate. Nei commenti, altri amici blogger hanno citato anche le loro esperienze.
Fatevi un'idea del risultato che volete ottenere mettendo in fila le tillandsie su un tavolo o altro posto piano. Prendete la carta stagnola e tagliatela a striscioline, larghe al max tre centimetri. Accartocciate le striscioline schiacciandole nel palmo della vostra mano, per dar loro spessore, e poi, a gruppetti di tre o quattro, incrociandole a metà delle loro lunghezze, riunitele per formare un piccolo mazzetto, a imitazione delle "braccine" di una tillandsia.




Col filo di ferro formate invece una stella. Potete aiutarvi con una sagoma di cartone per renderla più regolare. Avvolgetela con un po' di carta stagnola per decorarla.







Prendete le tillandsie di stagnola, schiacciate l'estremità che le tiene unite e praticatevi un piccolo foro con l'ago. Da lì potrete far passare il filo di nylon.
A questo punto infatti dovrete cominciare a infilare gli elementi per la collana: tagliate il filo di nylon che vi serve (abbondate un po', quasi della metà della lunghezza finale). Legate per prima la stella, poi infilate le tillandsie "finte" e alternatele con quelle vere. Quelle vere, ovviamente, non andranno trapassate con l'ago, ma dovrete cingerle delicatamente con un giro di filo, da annodare tra le foglie non troppo stretto. Alcune, per naturale conformazione, resteranno "a testa in giù". L'ancoraggio al filo non sarà facile, anzi, io qualche parolina di spazientimento l'ho tirata...




Fate un nodo all'altra estremità del filo, un piccolo cappio per appenderlo a un chiodo o a un angolo dello specchio del bagno. Appoggiate delicatamente le tillandsie allo specchio, in una posizione che riceva luce indiretta ma brillante.
In estate, è possibile tenere la collana di tillandsie all'esterno, appesa sotto un albero, protetta dalla luce diretta e bruciante del sole, ma anche dalla grandine e da venti troppo forti.
ALTERNATIVE per facilitare la costruzione della collana: invece del filo di nylon, potete utilizzare filo di rafia o di ferro. Le tillandsie difficili da legare possono essere assicurate al filo con delle minuscole mollettine come quelle che i vivaisti usano per gli scapi fioriferi delle orchidee.




Questo post partecipa all'iniziativa promossa da AboutgardenL'ortodimichelle e GiatoSalò
Natale al VERDE!




In linea con il periodo che stiamo vivendo, la creatività è di scena con le inedite e originali proposte di tanti blogger per un progetto davvero al passo con i tempi!
Partecipano con me:


venerdì 12 dicembre 2014

Visita alla XI Mostra della camelia invernale a Verbania

Ultimo appuntamento di quest'anno: la visita alla XI Mostra delle camelie a fioritura invernale a Verbania, presso villa Giulia. Ci ho tenuto molto ad andarci, un po' per passione, un po' perchè mi piaceva l'idea di "chiudere il cerchio" sulle due fioriture stagionali delle camelie, sasanqua e japonica, dopo la visita a quelle della Lucchesia in primavera.

Piccola manifestazione quella di Verbania, che però quest'anno conta su visite a giardini eccellenti affacciati sul lago Maggiore (villa Rusconi Clerici, villa Taranto, villino San Remigio) e su convegni con nomi importanti del giardinaggio italiano, come Paolo Pejrone, Alfredo Stoppa, Antonio Perazzi e Paolo Zacchera.
Per problemi di orari, essendo io arrivata in treno (e anche in questa occasione, come è successo per Orticolario, voglio osservare come in Italia percorrere una tratta di 3-400 km coi mezzi pubblici ogni volta sia un'avventura allucinante, tra cambi di stazione e costo dei taxi), dicevo, per problemi di orario non ho potuto prenotarmi alla visita gratuita guidata di villa Taranto. Ho ripiegato su villa Restellini, giardino non propriamente storico, ma comunque rappresentativo della flora e dello stile dei parchi della zona.

Il cancello d'entrata di villa Restellini


Villa Restellini è appartenuta a un appassionato botanico americano, W. B. Kaupe. Nel 1943 è stata acquistata dagli attuali proprietari, che ne hanno sviluppato e migliorato il giardino, con interventi riguardanti sia l'aspetto architettonico, sia quello botanico.



Punti di forza del giardino sono l'entrata, che dà verso il lago, le numerosissime azalee coltivate, le camelie e le serre. Molti i punti panoramici che approfittano delle bellezze paesaggistiche circostanti, e le essenze di pregio. Bellissimi i sentieri di sassi tra ophiopogon, liriopi e magnolie stellate.





Ho intravisto però una certa difficoltà nel coniugare insieme lo stile recente (forse degli anni Settanta-Ottanta) di alcune costruzioni, come l'abitazione della famiglia e la vasca delle cicas, con l'impianto più datato di piccoli ponti, aiuole rocciose e arredi romantici. Altri scorci del giardino più riusciti, invece, ricordano le soffuse atmosfere dei parchi giapponesi, grazie al muschio, alle acidofile e alle piante da giardino roccioso.

La pergolina di rose; sotto, il bordo della vasca delle cicas.

Il ponte che collega le due parti del giardino, attraversate da una strada asfaltata sottostante.


Veduta sulla vasca delle cicas.




Come villa Taranto, anche villa Restellini due anni fa è stata colpita da una tromba d'aria, che ne ha divelto vecchi cipressi, faggi e altri alberi. Molti i lavori di ristrutturazione che ne sono seguiti.






Conclusa la visita, ho raggiunto a piedi villa Giulia, dove si concentrava il cuore della manifestazione. Tre sale dedicate all'esposizione di fiori di diverse varietà di camelie, sia sasanqua sia japoniche (di cui molti erano gli esemplari in vaso fioriti, grazie alle temperature ancora relativamente alte della stagione). Presenti stand di profumi e olii essenziali, libri, prodotti artigianali in ceramica, un'esposizione fotografica personale e una dimostrazione di intreccio di contenitori di vimini. Nel parco della villa era allestita una piccola mostra mercato di camelie.












Alle 15, nella sala congressi, appuntamento con Paolo Zacchera, floricoltore, per un dialogo-intervista con Antonio Perazzi, architetto paesaggista noto anche per la sua collaborazione con Gardenia. Perazzi, dalla loquela brillante e dotato di un sottile senso ironico, ha concentrato su di sè l'attenzione della sala prendendo il "la" dal tema convegno, ovvero "Il giardino messo a nudo: col freddo germogliano le idee" per spaziare su più argomenti, tra i quali le sue esperienze di viaggio internazionali nei giardini del mondo, il suo stile di progettazione e la sua biografia di paesaggista.

A sinistra, Perazzi, a destra Zacchera. Al centro, il figlio più piccolo di Perazzi (ne ha tre e se li è portati dietro tutti!).
Il viaggio, inteso non come esplorazione botanica ma come fonte di conoscenza e di confronto con l'Altro; le caratteristiche dei giardini dei laghi del nord Italia a confronto con i paesaggi orientali in cui camelie, osmanti, gelsomini, magnolie, sono piante selvatiche che costituiscono interi boschi, per noi occidentali quasi inconcepibili; l'importanza di studiare il proprio giardino d'inverno per capirne difetti e pregi; come e perchè un giardiniere decide di scrivere; questi alcuni dei temi che si sono susseguiti in un'ora di conversazione.
E' poi venuto per me il momento di tornare: nessuna camelia acquistata, ma ben altre le preziose informazioni ed esperienze che mi sono "portata a casa". Spero che la Mostra della camelia invernale (e primaverile) continui su questa strada fatta soprattutto di cultura del giardino, e non solo di esposizione e ritrovo a fini economici.


martedì 9 dicembre 2014

Presepe di muschio vivente per #natalealverde

Avete mai pensato di fare del vostro presepe un piccolo terrarium? E' un'idea facile e divertente, e a "doppio uso".


Procuratevi un vaso di vetro da terrario, ampio ma con l'imboccatura stretta, come l'enorme bicchiere da cognac che vedete nella foto. Vi serve anche una mezza bottiglia, o più, di sferette in gel. Ne vendono di diversi colori, ma col verde o col trasparente non sbagliate mai.

Cercate del muschio vivo. Se volete recuperarlo in natura, prima dovrete consultare le leggi della Regione in cui vi trovate: spesso la sua raccolta nei boschi è proibita, o consentita solo in ridottissime quantità. Nel nostro caso ve ne serve giusto una zollettina, grande come uno o due palmi di una mano aperta. Se la normativa vieta anche il minimo asporto dai boschi, rivolgetevi a un vivaio o cercate bene nelle zone umide del vostro giardino. Io l'ho trovato nel mio, lungo il marciapiedi a nord. Raccoglietelo con delicatezza, in pieno giorno, facendo sì che si sollevi con le radici e un sottile strato di terra. Aiutatevi con una paletta stretta e piatta per staccarlo senza che si strappi.
Vi serviranno poi gli accessori per il presepe.


Versate le sferette, ben turgide di acqua, nel vaso.



Prendete il muschio e, tenendolo con le radici verso il basso, senza rovesciarlo, passatelo sotto il getto di un rubinetto o della doccia per lavarlo dalla terra. L'acqua deve essere tiepida, e voi dovrete avere la pazienza che portate quando lavate gli spinaci... quando l'acqua fuoriuscirà pulita, il muschio sarà pronto.


Adagiate il muschio nel vaso, sopra le sfere.


Posizionate il vostro presepe. Ricordate di tenere il vaso in casa in posizione luminosa, lontano dai caloriferi e, se necessario, somministrate un bicchierino di acqua alla settimana. Potete aggiungere anche piantine da idrocoltura, procedendo prima al lavaggio delle radici dalla terra e poi all'inserimento nelle sfere in gel.


In questo modo il muschio si manterrà vivo, e, terminate le festività natalizie, potrete riporre le statue da presepe e inserire altri elementi in miniatura per creare un piccolissimo giardino domestico. Internet e Pinterest forniscono numerosi esempi a riguardo: basta digitare "terrarium" in un motore di ricerca per stupirsi di quanto la fantasia sappia inventarsi!







Questo post partecipa all'iniziativa promossa da AboutgardenL'ortodimichelle e GiatoSalò
Natale al VERDE!

In linea con il periodo che stiamo vivendo, la creatività è di scena con le inedite e originali proposte di tanti blogger per un progetto davvero al passo con i tempi!
Partecipano con me: