mercoledì 14 maggio 2014

Il giardino di Casa Biasi

A Pésina, minuscola frazione del comune di Caprino Veronese, il Primo Maggio è stata inaugurata l'apertura al pubblico del Giardino di Casa Biasi. Ho avuto modo di visitarlo qualche giorno fa.


Casa Biasi, ovvero villa Boldieri Trentini, è una villa appartenuta in passato a delle ricche famiglie della provincia di Verona. Le origini storiche dell'edificio però sono state solo parzialmente ricostruite dagli attuali proprietari, che ancora stanno effettuando delle ricerche in merito. E' assodato che Casa Biasi è stata costruita nel Settecento: le prime testimonianze catastali della sua esistenza sono rintracciabili in alcune mappe di epoca napoleonica.
Architettonicamente, l'edificio è caratterizzato da una facciata che si rifà alla struttura tripartita tipica delle ville venete. Oggi è diviso in due parti, e abitato da più famiglie non imparentate fra di loro. La cosa rileva perchè solo una delle metà dell'edificio ha la pertinenza sul giardino retrostante, quella della famiglia Biasi per l'appunto. In questo modo, il giardino si è conservato nelle sue dimensioni e struttura originarie, fino all'intervento dei Biasi, che dal 1977 hanno iniziato un'opera di recupero e di miglioria della proprietà.

il motto del giardino, un verso tratto da un poema dedicato da degli amici ai signori Biasi

Negli ultimissimi anni, al giardino è stato annesso un campo attiguo, un appezzamento il cui terreno  ghiaioso si è formato con i depositi delle esondazioni del vicino fiume. In questo campo, inadatto alle coltivazioni (vi insistono solo dei vecchi ulivi, specie notoriamente molto parca in quanto ad esigenze colturali) è stata approntata la sezione cosiddetta a carattere "mediterraneo". Il giardino di Casa Biasi ha una "doppia anima": la prima, più antica, intimista e misteriosa; la seconda, solare e sgargiante.
La visita del giardino inizia attraversando il vecchio parco. Guidano la passeggiata i coniugi Biasi stessi, Nico e Cecilia.

vaso di ghisa dipinta

Tra i canti chiassosi dei numerosi uccellini che risiedono sui rami degli alberi qui presenti (i padroni di casa fanno sapere che ci vivono anche scoiattoli e picchi), l'esplorazione prende avvio tra aiuole colme di piante che amano l'ombra, e che già da febbraio regalano le prime fioriture, con colori tenui prevalentemente nelle sfumature del bianco. Il fogliame è presente in tutte le tonalità che il verde concede nelle sue delicate variegazioni, dal chiaro all'azzurrognolo al giallo, nel complesso donando un'apparenza di grande serenità e quasi di riservatezza all'insieme. Grandi vasi in stile mediceo, di ghisa, svettano tra hoste, ortensie di tutti i tipi, ellebori, Iris japonica, camelie giapponesi e cinesi, felci, spiree, bossi, viburni, filadelfi, loropetali. Su una antica scala si arrampica una Hydrangea petiolaris, i cui rami si abbracciano con quelli di un'edera; statue di divinità greche si ergono solitarie tra le macchie di luce che trapelano dalle chiome degli alberi.
Tutto il giardino, ombroso e mediterraneo, è diviso in stanze, evidente rimando alla lezione di Vita Sackerville West: c'è la rotonda dei tigli, il giardino da meditazione, il viale delle ortensie, il viale delle camelie, l'aiuola dedicata alle perenni erbacee... I Biasi ci accompagnano spiegandoci i motivi della scelta delle varie piante, e come nel tempo diverse essenze si siano succedute tra di loro finchè non sono state trovate quelle più adatte a quel terreno e a quella esposizione ombreggiata.

souvenir di Pompei


Alcune varietà sono piuttosto rare ed inconsuete, come il Distylium racemosum o la Mellettia, inserite anni fa dal noto vivaista Ivano Garbuio (purtroppo deceduto pochi anni fa in un incidente, ancora giovane). Altre sono piante che si trovavano lì sin dall'arrivo dei Biasi, e sebbene un tempo fossero molto diffuse, oggigiorno è difficile rintracciarle nei giardini moderni. Altre ancora sono delle vere e proprie curiosità, come l'albero della canfora, il Cinammomum camphora, coltivato in vaso per consentire il suo trasporto al coperto d'inverno. I Biasi sperimentano un po' di tutto, anche i semi anonimi che gli amici più affezionati portano loro in dono da viaggi all'estero (e a cui poi è un bel grattacapo trovare un nome scientifico!).

la piccola ringhiera da bordura viene dall'Inghilterra
Lavatoio funzionante. Sullo sfondo, le luci del giardino mediterraneo.

Anche gli arredi del giardino sono ricercati, e arrivano da Francia, Inghilterra, Germania: spesso antichi o comunque molto datati (o, se di recente fattura, rintracciati in negozietti di fiducia come la corona della foto più in alto), danno un tocco di classe alle aiuole, sposandosi armoniosamente con le scelte giardinicole circostanti. Il risultato è un giardino romantico, elegante, ma personale, che rende omaggio al passato del posto rievocandolo, senza ancorarvisi in modo forzato e pedante.

una siepe di Bambusa nigra
L'incanto del giardino romantico culmina nel viale delle ortensie, ancora in boccio; di lì si va ad un altro viale, quello degli agrumi.
Questa zona, come spiegavo inizialmente, di più recente impianto, è affiancata dal vecchio uliveto che i Biasi hanno voluto conservare. Fa bella mostra di sè la collezione di limoni in tantissime varietà (sempre coltivate in vaso, visto il clima invernale piuttosto rigido del luogo), ponciri, mandarini, qumquat, aranci, chinotti, acquistati da vivai specializzati, in particolare a Firenze. Attorno, comincia ad aprirsi il panorama sulla collezione di rose botaniche rampicanti e a cespugli, uno dei punti di forza del giardino di Casa Biasi.

i getti della tenera Pom pom de Paris

I coniugi Biasi non si stancano di raccontare come essi stessi ancora si meraviglino dell'essere riusciti a strappare tutta quella bellezza a ciò che c'era prima in quello stesso posto: il niente, un campo ghiaioso, brullo, che coltivato a frutteto non rendeva abbastanza. Io invece mi stupisco della loro scelta coraggiosa e in controtendenza: di fronte a un terreno ingeneroso, non sono caduti nella tentazione di investire nell'edilizia fabbricando una qualche serie di orrendi appartamentini o di casette a schiera, come tanti altri avrebbero fatto per speculare. Hanno lasciato invece libero sfogo alla loro passione, ed hanno trasformato una situazione svantaggiosa in un bellissimo giardino, assolato e avvincente.


Il "salotto" tra le rose, e la vasca centrale soprannominata la "saliera". Sullo sfondo, il campanile della chiesa del paesino.

Ed ecco che improvvisamente ci troviamo ad attraversare la terrazza delle rose, tra infiniti cespugli e varietà di cinesi, galliche, cascate di banksiae prosperose e indomite, alternate a macchie di esuberanti peonie. Ecco un giardino segreto, che però ha una bella entrata appariscente; poi ci affacciamo ad una veduta mozzafiato che va dalla "stanza" di ispirazione medioevale al parco destinato a cisti, lillà, e filadelfi variegati. Un sambuco dal fogliame scuro rapisce la mia attenzione, è stupendo, si tratta di un Sambucus nigra "Guincho purple". Il profumo delle fioriture impera su tutto.


l'entrata al giardino segreto





L'ottima intuizione dei coniugi Biasi è stata quella di realizzare molti punti focali all'interno del giardino: statue, vasi notevoli, berceaux progettati su disegno dagli stessi Biasi in ogni ricciolo di ferro battuto, scalinate, arredamento da esterni d'antan, richiamano lo sguardo in più occasioni, spingendo il visitatore a proseguire la sua passeggiata senza smettere mai di stupirsi. Molte di queste ideazioni sono nate frequentando i giardini francesi ed inglesi, o gli orti botanici storici d'Italia, come quello di Palermo, oppure leggendo riviste e libri sul giardinaggio delle firme più autorevoli. Per i Biasi è normale recarsi presso i vivai specializzati più importanti, per fare incetta di varietà pregiate o curiose. Per questo il loro "catalogo" botanico è così ricco. Ma non solo: col tempo, e soprattutto nel tempo libero, visto che nella vita hanno svolto altre professioni non collegate al giardinaggio, hanno affinato i loro gusti, le loro capacità di coltivazione ed hanno imparato ad accostare specie molto differenti per creare effetti "speciali": hanno sposato fra loro fioriture dello stesso colore ma di piante molto diverse, o messo a confronto rampicanti e cespugli bassi con lo stesso colore di fogliame. Esempio tra i più riusciti è l'abbraccio tra la rosa Veichenblau e un albero di Paulownia imperialis, collocate a poca distanza dal giardino segreto.L'effetto cromatico che danno ha dell'ammirevole.


Si può quindi parlare di un giardino cresciuto coi suoi giardinieri, un costante work in progress che, ora, generosamente i coniugi Biasi stanno mettendo a disposizione di tutti, per far conoscere il mondo delle piante a coloro che volessero affacciarvisi, per offrire spunti di allestimento delle aiuole, o anche solo per regalare una piacevole ora di relax ai visitatori.

Una bellissima seduta tra lillà e peonie.

Non sono molte le iniziative come queste, almeno in provincia di Verona, dove per lo più si conoscono i grandi e piccoli giardini storici, come il parco Sigurtà e i giardini Giusti. In quei posti, l'opera dei giardinieri addetti non è intervenire attivamente col proprio gusto e le proprie interpretazioni, ma bensì conservare fedelmente il giardino come lo hanno trovato, fermandosi a ciò che dettano le testimonianze del passato. I coniugi Biasi, invece, col loro giardino cresciuto tra storia e sperimentazione, sono consapevoli e giustamente orgogliosi della propria "creatura" messa a disposizione di tutti: la visita a un giardino francese (le "jardin d'Odile") e le conversazioni con la sua anziana proprietaria anni fa li hanno convinti di come sia importante aprire all'esterno il loro "paradiso" di famiglia, per condividerne appieno la bellezza e la raffinatezza. 

Il bellissimo ingresso dell'orto di famiglia. Notare la meticolosa alternanza di bossi ad alberello con bossi a palla rasoterra.
Ci sarebbero ancora tante cose da raccontare di questo posto. Venitelo a scoprire: cliccate qui per accedere al sito ufficiale del Giardino di Casa Biasi. E' visitabile solo su prenotazione, inviando un'e-mail o telefonando ai proprietari.
Nelle vicinanze, si trovano anche il cimitero di Costermano (ve ne ho parlato qui) e il platano più antico d'Italia (ve l'ho presentato in questo post).

A new garden has opened near Verona: Casa Biasi's garden.  This place, located between Verona and the Garda's lake, belongs to Biasi family who cultivates it since 1977.
The garden is divided in two parts: the ancient garden, shadowy and intimist, and the mediterranean garden, more recent, full of roses, peonies, citrus plantation. Beautiful old furniture, arriving from England, France and Germany; berceaux are designed by mr and mrs Biasi.
For more: www.giardinodicasabiasi.it

5 commenti:

  1. Un Giardino in Diretta mi ha fatto conoscere altri 9 blog e ne sono veramente felici. Tornerò per vedere attentamente tutti i post. A presto.

    RispondiElimina
  2. Bellissimo: ha degli angoli molto suggestivi.
    Ciao Marta

    RispondiElimina
  3. Molto interessante. Trovo bellissimo visitare i giardini; oltretutto ogni giardino andrebbe visitato nelle diverse stagioni per poterli apprezzare al meglio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, non tutti i giardini sono belli"solo" in primavera. Questo ad esempio a fine inverno deve essere una favola.

      Elimina

A causa di troppi messaggi spam, ho dovuto impedire i commenti di anonimi.