mercoledì 20 febbraio 2013

Quanto deve essere grande un orto?

Domanda tutt'altro che scontata. Ora che sono di Garden review, sto pensando al progetto per l'orto di quest'anno, e, nella mia politica di ottimizzazione delle miserabili risorse economiche di cui dispongo, sto valutando di ridimensionarlo. Il ridimensionamento però non mirerà semplicemente a ridurre l'estensione, ma a rendere in realtà più produttivo il mio fazzoletto di terra col minor sforzo possibile.
Allora, l'orto ideale, quanto deve essere grande? Le risposte di diversi giardinieri a questa domanda tendono, sotto un certo aspetto, a collimare.
Sentiamo alcuni pareri autorevoli:
Bisogna ammettere che è molto difficile dare una giusta dimensione agli orti per autoconsumo. Per esempio per due persone possono bastare, e forse già avanzano, cinque o sei piante di pomodori, qualche cespo di insalata, una decina di cavoli, tre-quattro broccoletti. [...] Il mio orto, è "l'orto che serve", dove cerco di piantare soltanto quello che penso di riuscire a mangiare, e sarà sempre troppo,  dove mi sbizzarrisco a provare cose nuove e sconosciute. (Renato Ronco, Il giardino delle regole infrante, Bluedizioni, p. 34).
Così Renato nel suo libro. Quando elenca in dettaglio le varietà che coltiva nel suo orto (che, sostiene, non è uno di quegli orti che oggi si usa allestire più per moda che per utilità), annovera: 5-6 pomodori per stagione, 6-7 insalate tipo canasta al mese, cavolo gigante di Madeira, una pianta di tomatillo per aromatizzare l'insalata, un solo spinacio della Nuova Zelanda, qualche varietà curiosa tipo la patata viola. Si aggiungono quattro piante di melanzana, un cetriolo, due zucchine, prezzemolo basilico rape cavoli ecc.
Renato mette l'accento su un problema che tutti abbiamo avuto coltivando ortaggi: è più facile avere sovraproduzioni da scartare, che fallimenti (almeno parlando delle varietà più comuni). Chi non si è trovato con ceste di pomodori che non si sa più a chi rifilare per evitare di buttarli?
Consulto anche Le stagioni del maestro giardiniere, dove Carlo Pagani, per mezzo della penna di Mimma Pallavicini, diffonde i suoi consigli. Ma qui, il problema della giusta dimensione dell'orto non viene posto, per dare invece suggerimenti a chi di spazio non ne ha per niente, ma può ricorrere a orto-frutteto in vaso, orto verticale, orto nel portascarpe (!), orto nelle bottiglie di plastica... Insomma, l'orto e il non-spazio, al limite di ogni possibilità umana e vegetale...
Messe da parte le stagioni del giardiniere miracolistico, apro Un giardino senza veleni, volumetto edito da red! per la collana red!Casa, scritto da Bénédicte Boudassou. A pag. 18, l'autrice mette in guardia gli aspiranti ortolani oberati di impegni:
Se non avete molto tempo da dedicare al giardinaggio, moderate le vostre ambizioni ortive e scegliete preferibilmente radicchio, pomodori, insalata e carote che producono molto e richiedono poche cure al di là dell'innaffiatura. Le erbe aromatiche si coltivano in poco spazio: riservate loro un piccolo quadrato di terra oppure spargetele ai bordi dei cespugli. Utilizzate tutta la superficie possibile associando le colture. [...] Sfruttate le recinzioni per appoggiarvi i pomodori, che non amano il vento, e i cetrioli.
La citazione accenna a questioni che non approfondisco ora (l'associazione di colture meriterebbe uno spazio a parte). Per entrare nel vivo della domanda da cui sono partita, riporto che la Boudassou sottolinea che "in un'aiuola di 5 mq coltivata con un solo ortaggio, potete aspettarvi di raccogliere: aglio - 5 teste; carciofi - 40 teste; carote - 15kg; cavolfiori - 10 kg; fagioli (sgranati) - 3 kg; cipolle - 10kg; peperoni - 10 kg; piselli (sgranati) - 3 kg". 
Insomma, una conferma al fatto che, per un buon orto, lo spazio è un problema molto relativo. Ma ne avevo toccato l'argomento dimostrando come si possa progettarne uno in un metro quadro, in questo post.

Domanda: posso sintetizzare dicendo che, per due persone che ci lavorano, un orto che abbia un'ampiezza di 15-20 mq dà loro una produzione che può più che bastare, sia come raccolto che come impegno per le cure? Intendo due persone che non siano in pensione e abbiano solo mezz'ora al giorno di tempo per il giardinaggio.

Il mio orto la scorsa primavera, quando le prime semine vedevano la luce.

Ora, vi parlo della mia esperienza.
Ho descritto in questo post il progetto 2011 (più che altro, l'elenco delle varietà coltivate), e in quest'altro il progetto 2012.
Da quasi quattro anni, ho a disposizione un orto della pezzatura di circa 66 mq (6m x 11m). Lo spazio coltivabile al netto delle perenni, collocate prevalentemente lungo i bordi, e al netto dei sentieri, sarà di 45-50 mq. Anni addietro, mi dedicavo a uno spazio ridotto a meno di un terzo di questo, un paio di aiuole, perchè ero "in prestito" da mio padre. Oggi il papà ha un altro orto, perchè sono riuscita a spodestarlo da questo attuale che era tutto suo (c'èe stata una lotta dinastica, tipo Zeus contro Crono).
In questi anni, ogni estate, delle 7 aiuole di cui è composto il mio orto per gli ortaggi sottoposti a rotazione (i famosi 45-50 mq netti), per forza di cose una è sempre rimasta incolta o alla fine abbandonata a se stessa, nonostante nel progetto iniziale avesse una destinazione precisa. E non era sempre la più lontana da innaffiare, l'anno scorso era proprio quella centrale, all'epoca destinata ai cavoli neri di Toscana, che sono nati, cresciuti, sono stati sbranati dalle cimici di terra e non più sostituiti da alcun ortaggio. Considerate che all'orto stiamo dietro in due, io e mio marito, dedicandogli i fine settimana in primavera e tutte le serate all'ora del tramonto in estate, per innaffiare.

Quindi, questa primavera:
- ridurrò l'orto di almeno tre aiuole, per destinarle a una nuova funzione di cui parlerò se metterò in pratica davvero la mia idea. Punto piuttosto ad aumentare la produzione delle aiuole che rimarranno, che per due persone saranno più che sufficienti;
- separerò nettamente l'orto in due sezioni: quella al sole, per i peperoncini e il basilico, e quella all'ombra, per le insalate;
- valuterò, su insistente insistenza del marito-maritozzo, la realizzazione di un sistema di irrigazione automatico.
La garden review non finisce qui. Spero al più presto di pubblicare il progetto per l'orto 2013.

5 commenti:

  1. Accidenti, sei veramente determinata con la review! personalmente, nonostante lo spazio a disposizione, non ho mai avuto problemi di sovraproduzione; non ne ho mai abbastanza da distribuire tra vicini, parenti e amici, ma credo soprattutto per la mia imbranataggine. Mi piacciono tanto i ragionamenti sull'orto; vediamo come andrà quest'anno!!

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    1. Faccio di necessità virtù. I progetti mi entusiasmano, fanno lavorare la mente e il cuore insieme!

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  2. Come sei brava Marta!
    Io con l'orto non ci so proprio fare, sarà che toccherebbe tutto a me perchè Francesco odia le verdure! Mia mamma però, come forse avrai già letto in qualche mio post, è un ortolana doc, figlia e nipote di agricoltori e ne sa tantissimo sugli ortaggi e i loro cicli, quindi spesso mi servo dei suoi prodotti.
    Mi piace molto leggere dei tuoi progetti e non vedo l'ora di vedere cosa farai dello spazio che rimane libero.
    Ciao carissima, buon lunedì!

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    1. Grazie, e buona settimana anche a te! Dietro un orto, c'è sempre "l'ombra" di un genitore. Io faccio invece riferimento a papà, anche lui discendente di contadini.

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  3. La misura è condizionata dal tempo a disposizione e anche dalle risorse idriche, comunque non deve mai diventare un lavoro ma restare una passione!

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