lunedì 15 agosto 2011

Assenzio

In primavera ho aggiunto al mio orto, per la prima volta, una pianticella di assenzio (Artemisia absinthium).
Si tratta di una pianta erbacea di genere Artemisia, dal tipico colore verde chiaro-grigio, dal profumo un po' pungente, famosa nell'Ottocento per il distillato omonimo allora diffusissimo che se ne ricavava (esiste in vendita ancora oggi). A lungo si è creduto che la bevanda dell'assenzio creasse dipendenza come una droga, e ancora oggi in molti lo pensano. In realtà, pare che l'absintismo fosse solo un fenomeno di alcolismo, causato dall'alto tasso alcolico della bevanda, e non dalla sua tossicità. Per cui, se nell'orto avete un esemplare di questa pianta, non state coltivando niente di illegale o che possa condurre allo "sballo".


La piantina che ho messo a dimora nelle mie aiole se ne è stata tranquilla per tre mesi, crescendo lentamente nello spazio che le avevo affidato, con mia soddisfazione perchè credevo di averne indovinato il futuro sviluppo. Da tre settimane a questa parte, in vista della fioritura che adesso è in atto, si è ingrossata a dismisura diventando un cespuglio rotondo di almeno un metro e venti di diametro, che si è "divorato", coprendolo, l'innocuo timo limone che le stava a fianco.
Tutto il cespuglio è ora pieno di infiorescenze gialle, leggermente odorose, che al contatto perdono una polvere di polline giallo.
Da alcune informazioni che ho raccolto, l'assenzio dovrebbe, almeno nel nostro clima, essere una pianta annuale. Proverò a coprirlo durante l'inverno per provare a salvarne la radice rizomatosa fino all'anno prossimo.



L'assenzio ama le posizioni in pieno sole, terreni argillosi piuttosto ricchi, innaffiature possibilmente quotidiane, soprattutto nei periodi di maggior calura. Per il resto, non mi sembra una pianta particolarmente pretenziosa. Consigliata, come ho visto in alcune foto di giardini inglesi, anche come pianta da giardino, in quanto ha un colore inusuale che spicca tra i verdi comuni ed è a mio parere decorativa. Nella seconda foto di questo post, potete notare come risalta in confronto col verde scuro della santoreggia che sta ai suoi piedi (eh sì, poco si vede del povero timo limone, che forse dovrò traslocare in un luogo più felice).


Per vedere le infiorescenze, bisogna voltare i rametti, perchè i capolini sono rivolti verso il basso.

Buon Ferragosto a tutti!

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