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sabato 15 agosto 2015

Tra musica e piralide, un paio di notizie e... buon Ferragosto

Mi segnalano una curiosa iniziativa, ad opera di BIAGIO BAGINI (autore) & GIAN LUIGI CARLONE (frontman e fondatore BANDA OSIRIS): il CONCIORTO.
Si tratta di uno spettacolo/concerto di canzoni e letture tutte incentrate sull’ORTO.

"È l’ascolto della voce degli ortaggi (attraverso la tecnologia Arduino sviluppata con Ototo), è il taccuino dei sentimenti del piccolo coltivatore diretto, è la poesia dell’attesa, della cura e della crescita messa in musica. È comico e surreale, botanico e sentimentale. Racconta l’orto come luogo del possibile. Il nostro orto come l’orto degli altri (nomi noti di musicisti, poeti, filosofi, artisti, registi…)".


Potete ascoltare qui le loro canzoni:


Da alcuni anni i bossi d'Italia sono minacciati dalla famosa piralide, che sta facendo stragi di siepi. Il Conte Giuseppe Inga Sigurtà, proprietario del Parco Giardino Sigurtà (www.sigurta.it), in cui vivono straordinari bossi secolari, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Bologna ha trovato una soluzione per le piante attaccate dalla piralide. Riporto il comunicato stampa del parco giardino Sigurtà pubblicato questi giorni, nella speranza che possa essere utile ai giardinieri amatoriali:

"Gli esperti la catalogano come Cydalima perspectalis (Lepidoptera Pyraloidea Crambidae), gli appassionati di botanica la conoscono come piralide del Bosso, per i non addetti ai lavori è semplicemente una farfalla originaria dell’Oriente. A prescindere da come la si chiami o la si descriva, il risultato non cambia: questa specie esotica (o aliena, come è di moda indicarla oggi) ha varcato i confini e si è ben adattata ai nostri ambienti, invadendo con le proprie larve le piante di Bosso e defogliandole con una voracità tale che danni enormi possono essere riscontrati anche in un solo giorno.
 Arrivata in Europa nel 2007, la presenza di piralide è stata segnalata in Italia a partire dall’estate 2010. L’introduzione nel territorio è stata probabilmente passiva, ovvero tramite trasporti e scambi di materiale vivaistico, ma la diffusione che ne è seguita è stata decisamente attiva: in poco tempo non c’era giardino pubblico o privato che non fosse stato infestato da questa per nulla delicata farfalla.
Come combattere quindi questa invasione? È importante individuare gli esemplari di Cydalima perspectalis e monitorare il processo di sviluppo delle larve. Come? Quando si cominciano a vedere delle farfalline bianche con ali orlate di marrone significa che le piralidi si stanno accoppiando e che di lì ad una quindicina di giorni deporranno le uova (di colore verde chiaro) sulla pagina inferiore delle foglie. E questo è decisamente il segnale di allarme generale: in pochi giorni le larve (che hanno capo nero, torace e addome verde-giallastro con punti neri) inizieranno a mangiare avidamente i vostri Bossi.
Siate pronti quindi ad intervenire con Bacillus thuringiensis subsp. kurstaki (Btk), un prodotto biologico non dannoso nemmeno se ingerito, che sconfiggerà il nemico venuto dall’Asia (dosi e modalità di impiego riportate in etichetta). Il trattamento andrà eseguito ad ogni nascita di nuove generazioni, tre o quattro a seconda dell’andamento meteo.
Attenzione a Settembre con l’ultima generazione, la più terribile, attesa con il rientro dalle vacanze.
I vostri Bossi sono già stati defogliati? Non preoccupatevi ed effettuate comunque il trattamento: la prossima primavera li vedrete rigermogliare …parola di Sigurtà!!!". 
Auguro a tutti un buon Ferragosto: le previsioni indicano pioggia nel pomeriggio in diverse zone del nord Italia, e quest'anno è attesa come una liberazione!


giovedì 16 luglio 2015

Plectranthus, pianta di mentolo o come si chiama

Non ditemi che a voi non è mai successo: visiti un vivaio, capiti a una mostra orticola, ti vendono fischi per fiaschi. Acchiappi al volo un vaso perchè porta un determinato cartellino: studi e confronti successivi all'acquisto compulsivo ti fanno scoprire che chiamavi in un modo ciò che in realtà è ben altro, e non si capisce neanche cosa.

Il mio cruccio più recente è questo: la pianta di mentolo. Me la vendono con questo titolo, io compro alla cieca sorprendendo persino me stessa, perchè non mi curo di farmi scrivere il preciso nome botanico della piantina che mi porto a casa. Wikipedia mi dice che il mentolo non è una pianta, ma "è un alcol chirale. A temperatura ambiente si presenta come un solido bianco dall'odore caratteristico. È un composto irritante. Estratto dall'olio essenziale della menta piperita, è usato per confezionare profumi, farmaci e altri preparati. Il mentolo ha inoltre un potere rinfrescante". Grazie al cappero. E io cos'ho comprato?


La visita a una manifestazione florovivaistica sul lago di Garda mi apre nuovi e inquientanti scenari grazie a un altro nome comune che viene appioppato a una piantina che pensavo fosse uguale alla mia: "origano cubano". Marcella sul suo blog ce l'ha. Ma non ha proprio proprio l'aspetto del mio pectranthus (perchè ormai è assodato che di plectranthus si tratta). Al tatto le foglie della mia piantina misteriosa non hanno odore di origano, ma del classico -e da me da bambina detestato- effluvio del Vicks Vaporub. Segue un rapido consulto via messaggini con la mia botanica di fiducia (ovvero Marcella), che dall'altro capo d'Italia sentenzia: di plectranthus "ghe n'è anca massa" ("ce ne sono anche troppi", ovviamente il dialetto veneto ce lo metto io), meglio restare solo sul nome del genere se non si può avere il consulto del vivaista che l'ha prodotto (sempre che sia cosciente di cosa produce).


Aggiungo solo questo: una pagina sparuta e sinteticissima della RHS nomina un Plectranthus 'Menthol Eucalyptus', senza aggiungere altre descrizioni nè foto. Sospetto che sia il mio.

lunedì 15 giugno 2015

Tour botanico del lago di Garda in 7 giorni


Ecco per voi un post per visitare i giardini e i luoghi naturalistici più interessanti del lago di Garda. Luoghi da me "testati" personalmente perchè abito in zona.
Il lago di Garda, affascinante in tutte le stagioni, è in genere apprezzato e frequentato dai turisti italiani, tedeschi, olandesi, russi eccetera da aprile a settembre, quando la stagione è più calda e si aprono locali, bar, hotel e pizzerie.
Ci si può andare con i mezzi pubblici (le corriere appartengono alle linee delle aziende Atv per la sponda veronese, Saia per quella bresciana), in bici se si è sportivi, in moto (attenti alle curve e alle gallerie e siate prudentissimi), o in automobile come nella "migliore" tradizione italiana. I miei consigli sono studiati per la possibilità di effettuare tutto il tragitto con i mezzi pubblici, ma ognuno può decidere per quello che preferisce.
L'aspetto negativo della mobilità sul lago, come in tante località turistiche d'altronde, è il traffico: nelle ore di punta, ci si trova incolonnati per kilometri soprattutto nella tratta tra Peschiera e Garda. Micidiale l'orario di chiusura di Gardaland, famoso parco dei divertimenti che si trova proprio lungo questo percorso. Anche la bassa costa bresciana non scherza però: da Limone in poi, fino a Desenzano, le ore di punta portano alla costipazione stradale. Mettetevela via... oppure, dove possibile, scegliete le strade più interne, che si separano dal percorso panoramico e sono meno tormentate dalle auto.
Un altro cruccio, per chi viaggia in macchina, sono i parcheggi, abbastanza numerosi ma in genere intasati di auto. Se da Torri del Benaco in su trovare uno stallo libero a metà del pomeriggio della domenica di luglio non è impossibile, a Bardolino già alle due è fantascienza.
Il lago di Garda è munito di tanti campeggi, alberghi e B&B. Grazie a motori di ricerca come Tripadvisor, non è difficile trovare uno stallo affidabile: per motivi di spazio non ve ne suggerirò.

1 giorno (tragitto Peschiera del Garda-Malcesine): Arrivate in treno a Peschiera del Garda, snodo ferroviario lacustre di un certo rilievo e discretamente servito.  Sempre davanti alla stazione di Peschiera, c'è la fermata della corriera che porta fino a Garda. Potete, dal centro paese, cominciare la vostra escursione affrontando a piedi il lungolago fino a Garda, passando dalle bellissime Lazise e Bardolino. Con calma ci si impiega mezza giornata. Per strada si trova qualche chiosco, ma munitevi comunque di acqua e cappellino. A Garda, alla stazione delle corriere trovate i taxi per fare una deviazione al Giardino di Casa Biasi (da prenotare). Non è distantissimo da lì nemmeno Costermano con il suo cimitero militare tedesco. Tornati a Garda, proseguite poi con la corriera fino a Malcesine per alloggiare nella serata. Deviazioni possibili: da Peschiera, in treno, potete arrivare comodamente a Verona o utilizzare le navette per Gardaland e i parchi acquatici e tematici del lago di Garda.
2 giorno (tragitto Malcesine-Monte Baldo-Malcesine): arrivati a Malcesine potete utilizzare la funivia per salire e scendere dal monte Baldo. Attrezzatevi di buone scarpe e maglioncino. Molti i sentieri e le escursioni da affrontare. A Novezzina esiste uno storico orto botanico, ma per raggiungerlo da Malcesine servirebbe un mezzo come l'auto. Se decidete di andare, prenotate per avere la guida: l'orto non è in sè bellissimo, ma un esperto saprebbe farvi apprezzare l'importanza storica del luogo. In compenso, il programma eventi del rifugio è molto interessante, e comprende anche serate all'osservatorio astronomico.
L'Aril, il fiume più corto del mondo. S trova a Cassone, nel comune di Malcesine.

3 giorno (tragitto Malcesine-Limone sul Garda): lasciate finalmente Malcesine per raggiungere Riva. Siete in Trentino, la terza regione (con la Lombardia e il Veneto) a spartirsi il lago. Riva ha un clima mite, e, cosa importante per il turista, la stazione delle corriere. Proseguite con la corriera fino a Limone sul Garda: il paese è molto bello, e potrete visitare la limonaia del Castel. Consiglierei però di arrivarci entro le 11-12: sulla costa occidentale del lago in estate il sole cala già alle quattro, e si fa improvvisamente buio. Questo ha rilevanza soprattutto se volete farvi un bagno: l'acqua del lago è un po' fredda, anche se per i turisti tedeschi deve sembrare caraibica, e fare il bagno dopo l'eclissarsi del sole potrebbe risultare un po' spiacevole se soffrite le basse temperature.
Lungo questa tappa, è possibile effettuare una deviazione per Tremosine con le sue viste a picco sul lago. Siete vicini al parco regionale dell'altogarda bresciano.
4 giorno (tragitto Limone sul Garda-Gardone): Proseguite con la corriera fino Gardone Riviera per il Vittoriale degli Italiani e il giardino botanico della fondazione Andrè Heller.


5 giorno (tragitto Gardone-Salò): La costa bresciana, fino a Sirmione, vi mostrerà una serie di paesini bellissimi ricchi di oleandri e straordinarie bouganville, e resti di antiche limonaie. Proseguite per Salò: su prenotazione, da qui potrete prendere la barca che vi permetterà di raggiungere l'isola del Garda.


6 giorno (tragitto Salò-Sirmione): Visitate i numerosi vivai dislocati tra Manerba, Padenghe e Desenzano (Flover). Soffermatevi per una passeggiata sulla Rocca di Manerba.


7 giorno (tragitto Sirmione-Peschiera del Garda): Concedetevi l'ultima tappa a Sirmione, in pieno relax: potrete visitare le grotte di Catullo, ammirare i canneti naturali del lago, approfittare delle terme sulfuree. Se avete la bici, da qui potete seguire la ciclabile (a tratti però interrotta) che porta fino a Peschiera del Garda, paese da cui siete partiti.

Altre deviazioni, non distantissime da Peschiera del Garda per chi dispone dell'auto o ha i soldi per il taxi: il parco-giardino Sigurtà, a 12 km da Peschiera, sito nella splendida Valeggio sul Mincio; Verona (raggiungibile col treno da Peschiera), per gli storici giardini Giusti, e piazza Bra, su cui si affaccia l'Arena; il giardino di Pojega a villa Rizzardi; il parco Natura Viva; il Park Jungle Adventure, a san Zeno di Montagna.

Ci rivediamo a metà luglio. Commentate pure, io risponderò sempre! Buona estate.

sabato 4 aprile 2015

Colorare le uova con i fiori

Non so se si usa ancora -chi ha bambini lo saprà- ma c'è un modo immediato e naturalissimo di colorare le uova. Si cuociono dieci minuti delle uova dal guscio bianco per farle diventare sode, le si fa raffreddare in acqua fredda, si prendono dei fiori, e... li si strofina contro i gusci...



Ottime per questo uso le corolle dei muscari (per l'azzurro) e del tarassaco (per il giallo). La coloratura sarà leggera, con effetto quasi acquerello. Indossate dei guantini per non sporcarvi le dita.
Sì, è un po' crudele... ma di certo non inquina! L'importante è non scegliere fiori velenosi. Per colorare le uova direttamente in cottura vi segnalo invece questo link.


Buona Pasqua a tutti!

venerdì 22 agosto 2014

Classe in giardino con poca spesa: le cortine paravento.


L'idea nasce leggendo un opuscolo trovato in edicola qualche anno fa in allegato alla rivista CasaFacile ("I quaderni di CasaFacile"): creare un angolo di riservatezza in giardino con delle tende. La rivista suggerisce: dei pali piantati in terra, delle vecchie lenzuola come tende, sostenute da un robusto cordoncino teso tra i pali. Viti ad anello per legare il cordoncino sono l'unica nota tecnica di rilievo.


Lo spunto è interessante, ma, nelle intenzioni di chi scriveva, forse si voleva giusto abbozzare un progetto da tenere in piedi una giornata e via. Eh no, mi son detta, io voglio una struttura per tende che sia stabile, fissa in aeternum (esagerata), ma che sia anche pratica da costruire, e da utilizzare. Il mio giardino è lungo e stretto, al centro c'è questo spazio pavimentato con tavolino che voglio proteggere da sguardi indiscreti, ma senza erigere un muro che impedisca di abbracciare, quando voglio, con un solo colpo d'occhio tutte le aiuole che ho dedicato ai miei fiori preferiti lì intorno. Le tende sono perfette, perchè schermano ma si possono scostare all'evenienza.



Io e marito partiamo in spedizione diretti al nostro bricocenter preferito: prendiamo tre pali in legno, 2,5 metri di lunghezza ognuno, già trattati per esterni; viti ad anello; cordoncino in fibra sintetica e robusta. A casa, facciamo la punta a un'estremità di ognuno dei pali, per conficcarla nel terreno.
Seconda tappa: il negozio di scampoli. Mi consigliano un tessuto color bianco sporco, robusto e pesante, perchè quelli colorati inevitabilmente stingono al sole. Il semplice spago però non reggerà i miei ampi teli. Allora, terza tappa, di nuovo al bricocenter, per acquistare supporti da tende da appartamento e bastoni da tenda in metallo.

Distribuisco i compiti: mia madre, che ha la macchina da cucire, alla sartoria per dare forma alle tende; mio marito all'impiantamento in terra dei pali; io alla direzione artistica e ai brontolii di sollecito dei lavori. Sono pur sempre una moglie.



Mio marito, come tutti i mariti, esegue gli ordini attentamente ma con la rassegnazione dell'uomo convinto di essere sposato con una pazza. Conficcati i pali, quando abbiamo issato la prima tenda, ho visto l'espressione di meraviglia sul suo volto. Tutto di colpo sembrava di stare sulla terrazza di un emiro!
L'effetto che si instaura con un paio di tende chiare è notevole. Fresco e chic perchè alla prima bava di vento le tende ondeggiano delicatamente; appartato, perchè nessuno ti vede e puoi prenderti un drink o il sole in santa pace.


In inverno ritirerò le tende in casa e le laverò con la candeggina, perchè la pioggia le macchia, se ristagna.
Quando tira vento, lego le tende ai pali con un pezzo dello spago sintetico che non ho utilizzato. Per farle star ferme, si possono cucire dei sassi al bordo più basso o fare delle tasche apposta che li contengano come pesi, ma studiatele perchè si possano svuotare (altrimenti non le mettete più in lavatrice). In alternativa, si può tendere un doppio giro di spago tra i pali, per far scorrere all'interno la tenda, che così sarà fermata a mezza altezza; oppure, si possono usare delle mollette da bucato o delle calamite da acquario.

L'ostacolo più arduo di questo progetto è mettere tutta la struttura dei pali in squadra e in bolla: ma cercare la perfezione in questi lavoretti faidatè non ha senso, e fa perdere di vista il divertimento che deve esserci sempre in ciò che si costruisce per il proprio piacere a casa. Se ne ottiene comunque una struttura delicata, non so se la consiglierei ad una famiglia con dei bambini scalmanati, che ci si arrampicano sopra. Ai miei gatti finora non è interessata, fatto strano ma molto positivo. Niente strappi, nessuno ci si è fatto le unghie. Forse i miei gatti sono troppo cresciuti, o non si fidano dei miei lavori...

No, grazie, le unghie me le faccio da un'altra parte.


P.S.: ho in serbo questo post da fine maggio, in attesa dell'inizio dell'estate... se aspetto ancora un po' vien l'anno prossimo...

venerdì 4 luglio 2014

lunedì 19 maggio 2014

Liebster award!

In questi quasi tre anni di blog, mi è stato offerto qualche premio che ogni tanto gira in rete, ma solo una volta ho accettato. Questa volta me ne è stato offerto un altro, il Liebster Award, un piccolo riconoscimento per i blog con meno di 200 seguaci, e non ho potuto rifiutare. Perchè... mi arriva da Un Giardino in Diretta, un bellissimo blog che è nato quasi contemporaneamente al mio, per cui...siamo cresciute insieme! Io lo seguo molto soprattutto su Fb, dove i contatti sono più immediati e diretti. Voglio quindi ringraziare UGiD per avermi pensata, e rispondo subito alle domande previste dal "gioco":

Immagine rubata a Un Giardino in Diretta. Pigra io!

  1. Perché hai aperto il tuo blog? Per condividere con più persone possibili la mia passione per il giardino.
  2. Quale è stato il momento di maggior soddisfazione nella tua vita di blogger? Tutte le volte che sono stata contattata da altri blogger o persone con il mio stesso interesse per le piante semisconosciute che invece meriterebbro più attenzione.
  3. La tua passione per il verde si esprime in un giardino, in un balcone o su un davanzale? Prevalentemente in giardino.
  4. Ti piace di più il "pronto effetto" o sei un giardiniere paziente che spesso riproduce piante da talee o da semine? Sono abbastanza paziente, ma anche un po' pasticciona con le talee :-)
  5. Hai una "lista dei desideri"? E' molto lunga o ragionevole? E' infinitaaa!!!
  6. Qual è la pianta per cui faresti follie per averla? Mah, penso spesso a una qualche varietà di Plumeria.
  7. Frequenti mostre, fiere o eventi vivaisti? Quali? Un po' di tutto questo, tra le fiere sono stata più volte alla Fiera di Vita in Campagna.
  8. Hai mai comprato piante on line? Come è andata? Finora mai, ma prima o poi...
  9. Qual è il libro preferito nella tua biblioteca verde? Ce ne sono diversi, uno di Delfina Rattazzi (Insospettabili giardinieri) e uno di Renato Ronco (Il giardino delle regole infrante).
  10. Nella tua vita quotidiana condividi con qualcuno o con una associazione la tua passione verde? Mmmh, pochissime persone, per questo frequento i blog, mi permetteno di condividere idee anche con dei professionisti che abitano molto distante da me.

Nomino ora, a mia volta, altri dieci blog che meritano un po' di visibilità e che a loro volta dovranno:
  1. Ringraziare e linkare il blogger che ha presentato la candidatura (moi, Orti in progress)
  2. Rispondere alle 10 domande poste da chi ci ha nominato
  3. Nominare altri 10 blog con meno di 200 followers
  4. Proporre ai candidati 10 domande
  5. Comunicare ai blogger scelti loro la nomina (da blogspot o da Facebook o da dove si vuole).
Voilà le mie nominescion (considerato però che non di tutti ho trovato l'elenco dei follower, se qualcuno ne ha più di 200 mi facci sapere):
  1. Blogredire
  2. Nel giardino di Rosita
  3. Terre basse
  4. Aperta-mentebotanicalart
  5. Losmogotes
  6. Vita da pensionato
  7. Roma inesplorata
  8. Ai piedi di una collina di betulle
  9. Giardiniere a trent'anni (che mi fa giustamente notare, nei commenti, di chiamarsi Ortolano a trent'anni...)
  10. e ultimo ma non per questo meno importante: L'Orto e... altri maestri.
E ora le mie concettualissime domande:
  1. Quando hai aperto il tuo blog, pensavi che sarebbe stato più o meno impegnativo da gestire di quello che è nei fatti?
  2. Avere un blog ti ha spinto a migliorare le tue capacità "fotografiche"?
  3. Quali sono state le cose che hai imparato di più dal frequentare altri blog?
  4. Trascorri più tempo in orto o in giardino?
  5. Il tuo post di maggior "successo"?
  6. Un post che non riscriveresti più, o che non ti sembra più adeguato ai tuoi gusti?
  7. Condividi i tuoi post anche su altri social network?
  8. C'è un blog in particolare dal quale prendi ispirazione?
  9. Ti hanno mai copiato idee, post o foto senza riconoscerti il merito?
  10. Hai mai ricevuto critiche negative? Come hai reagito?
Ecco, ho fatto la mia parte, e spero di aver offerto un'opportunità gradita a tutti i miei nominati.
Grazie ancora a Un Giardino in Diretta e ci rivediamo presto!

mercoledì 12 marzo 2014

Braccia rubate all'edilizia


Questo fine settimana, ho celebrato la festa della donna dedicandomi ad una attività che di solito si lascia agli uomini: ho pavimentato, in modo molto rudimentale per carità, senza l'uso di cementanti, e con le mie stesse manine, un pezzettino dell'orto-giardino. Più precisamente, due metri di sentiero di entrata, che affiancano una proda dell'orto e portano a un'altra pavimentazione del giardino che abbiamo predisposto l'estate scorsa.
Un'esperienza molto interessante, e che mi ha fatto capire che, se non fossi diventata impiegata, avrei avuto un futuro come...piastrellista.
Il materiale scelto sono state piastre irregolari di porfido, avanzate da altre opere degli anni passati.


Sotto l'egida del mio paternissimo padre (che nella vita ha fatto un po' di tutto, e assieme a mia madre si è restrutturato la casa "a pinco e baìla"- piccone e badile in dialetto, ovvero con lavoro muscolare), abbiamo livellato bene i due metri da lastricare. Le piastrelle vanno sempre appoggiate su una superficie ben piana, perchè in corso d'opera non si riesce più a eliminare i dislivelli. Si smuove un po' il terreno con l'aiuto di una vanga, lo si verifica e uniforma con una pertica e poi si appiana tutto con un frattazzo.


Muniti di sabbia edilizia, si posano quindi le piastre. In questo caso, le si dispone a mosaico seguendo il proprio gusto personale. Si tenga conto che più si lasciano fughe larghe, più le lastre a lavoro concluso saranno instabili e magari ballerine. Tenendo la pertica sotto mano, dopo averla appoggiata, all'estremità più distante, su una lastra per fare livello con quelle che si vogliono posare, si appoggiano le piastre verificando costantemente che siano tutte alla stessa altezza sulla superficie del terreno. La sabbia va usata sul momento, nel caso ci siano ancora delle difformità o concavità nel terreno e le si voglia pareggiare. Se invece il terreno presenta qualche piccola convessità, con una paletta o il frattazzo è facile eliminarla subito.
Non camminate sulle pietre appena posate. Se dovete fare dei passaggi da un lato all'altro, appoggiate a terra un'asse di legno per fare da passatoia. Distribuirà più equamente il peso del vostro corpo mentre vi muovete.


Voilà. Il pareggiamento tra una lastra e l'altra sarà più o meno preciso a seconda della rusticità che si vorrà dare al proprio pavimento. Io sono stata abbastanza precisina, cercando di mettere d'accordo il livello della pavimentazione che si vede nell'angolo della foto in alto a destra, e le lastre di marmo rosa che si vedono più in basso a destra e a sinistra, e fungono da sentieri nell'orto e in giardino. Mica scherzi.
Terminato il posizionamento delle pietre, gli interstizi vanno riempiti di sabbia. Col tempo, vi crescerà un po' di erba, così la lastricazione sarà meno evidente e più armonizzata con l'area circostante.


Con un piccolo getto d'acqua, fate penetrare meglio la sabbia tra le fessure per garantire una maggiore aderenza. Non esagerate, perchè la terra sotto le piastre non deve inzupparsi, le farebbe smuovere. Nella foto qui sopra, potete vedere il lavoro finito, dopo una seconda spolverata di sabbia.
Il sentiero che si vede a destra l'ho posato sempre io, da sola, l'estate scorsa. I blocchi di marmo erano molto più pesanti del porfido, li ho trascinati uno ad uno mettendoli "in piedi" e facendoli "camminare" sui lati corti, fino al punto dove volevo posizionarli. Per gli ulteriori aggiustamenti, mi sono aiutata con una vanga, usata come leva. Manicure bye bye.
Quando concludo queste imprese, "fuori" sono distrutta e coi muscoli indolenziti dall'acido lattico, ma "dentro" mi sento così:


Il lavoro nobilita l'uomo e pure la donna.


La gatta approva il mio operato. Con un pavimentino così, quando piove, non ci si bagna più le zampine nelle pozzanghere!

Talking about building a path without cement. I did it with a little help of my father. Before placing the porphyry tiles,  we leveled the soil. After the tiling, we filled the interstices with sand.
Heavy jobs meke me feel tired, but strong like a body builder!

domenica 5 gennaio 2014

La lista dei desideri 2014 e una novità nel blog

Buon Anno giardiniero a tutti!
Per il 2014, ho deciso che per il mio giardino no, niente buoni propositi, ci saranno solo ottime pretese!


Ho già iniziato a stilare la lista di alcune piante che vorrei, per provare nuove colture o perfezionare l'aspetto dei miei spazi verdi ("perfezionare": parolona, visto che il mio giardino è ben lungi dalla perfezione, e, in fin dei conti, quello di chi ama imparare e sperimentare è sempre un gran casotto).Cercherò di fare acquisti risparmiando il più possibile, tenendo presente che lo spazio che ho disposizione non è molto e le mie piccole serre sono prossime all'esplosione per tutti i vasi che contengono.

Tanto per cominciare, sto meditando di impossessarmi di un esemplare che fino a poco tempo fa proprio non conoscevo. Un giro per blog stranieri, e poi una conferma su quello di Marcella Scrimiari, mi ha messo sotto gli occhi l'esistenza della splendida vigna caracalla (Phaseolus caracalla).Una pianta curiosa e dai fiori di variegata e multiforme bellezza, che però necessita di temperature di coltivazione non troppo basse. Guardate che splendore (la foto mostra il particolare di un fiore), e innamoratevene:

fonte: www.itsnotworkitsgardening.com

Ecco, se qualcuno di voi avesse dei semi "da buttar via" o volesse fare un qualche scambio di talee, sappia che io sono qui che aspetto proposte indecenti (solo giardinicole)!

E per l'orto? Sto esaminando e confrontando le offerte dei vivai presenti sul web per fare ordini (i più risparmiosi che si possa) di semi di ortaggi curiosi o poco diffusi. Ho in mente ad esempio questo catalogo. Mi piacerebbe aggiungere alle mie aiole anche le coste colorate, che conoscevo da tempo ed ho visto all'apice del loro fascino nei giardini pubblici di Merano, questo autunno. Ovviamente vi terrò informati su quello che combinerò.

Ho ancora un "debito" in sospeso con Rocco Vladimiro, coltivatore esperto e frequentatore di blog, che, facendo giuste osservazioni ad un mio post sulle fragole che coltivo, mi ha suggerito di ampliare le mie conoscenze a riguardo attraverso letture mirate e acquistando varietà di fragola inusuali o dalla produzione frutticola dal sapore impareggiabile. Non posso esimermi dal seguire i suoi preziosi consigli.

E poi libri libri libri: nonostante ne abbia già la casa, come si dice colloquialmente, quasi "piena immurata", nulla mi fermerà dall'acquisto di nuovi manuali e volumi dedicati al verde. La recente e grave crisi dell'editoria sta (tristemente per gli addetti, felicemente per me) immettendo sul mercato libri di tutti i tipi con sconti da sogno. Approfittiamone.

Bene, concludo mettendo in rilievo la novità che da due giorni ho introdotto sul blog e che spero gradirete: per ogni mese dell'anno, preparerò una scheda-calendario dei lavori da fare in orto e in giardino. Ho già predisposto quella di gennaio. Pensavo di farne una al mese, ma se ho tempo e voglia accelererò per concludere prima. Avrei veramente piacere di sapere cosa ne pensate e di avere vostre segnalazioni per eventuali correzioni o miglioramenti da apportare. Lasciate i vostri commenti anche a pie' delle relative schede. Le schede saranno di certo un po' carenti di informazioni per quanto riguarda i lavori nel frutteto, dei quali ho meno esperienza, limitata ai piccoli frutti, albero di kaki, agrumi, actinidia (kiwi) e qualcos'altro. Il riferimento è quello della zona climatica della Pianura Padana e dintorni.

Carissimi, vi rinnovo i miei auguri per un bellissimo 2014 e torno a dedicarmi ad uno dei miei sport preferiti: sfogliare cataloghi, visto che è uno sport indoor e l'unico che si possa praticare quando fuori piove da due giorni!