In Italia, i giudizi sul film La grande bellezza del regista Paolo Sorrentino, recente vincitore del premio Oscar per il miglior film straniero, sono stati molto contrastanti: chi ha apprezzato, chi ha negativamente criticato. I commenti negativi spesso però sottintendono una polemica politica più che estetica. De gustibus. E soprattutto nemo propheta in patria.
Io sono un tipo patriottico: se vince un film italiano, tutto sommato gioisco sempre. Qualcuno mi dice, da italiano, di non riconscersi nei personaggi del film. Certo, rispondo, neanch'io partecipo alle feste mondane o frequento i night club, ma è normale che un'opera, per trasmettere un messaggio, enfatizzi la realtà; e poi voglio vedere quanti americani si riconoscono in Sex and the city e The wolf of Wall Street. Suvvia.
A me il film è piaciuto, sotto tanti aspetti: la fotografia, indiscutibilmente eccellente, che rende onore al multiforme fascino di Roma; la caratterizzazione dei personaggi, un po' surreali ma molto significativi; la colonna sonora, scelta con lodevole perizia; la malinconia di fondo che fa da filo rosso alle vicende narrate. Mi ha invece infastidito la dizione degli attori, strascicata e resa ancor più incomprensibile dal marcato accento di provenienza. Peccato, questo tipo di provincialismo andrebbe scoraggiato. Come fa uno straniero a imparare la lingua italiana ascoltando questo film?
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Il mio sguardo giardiniero si è riempito delle immagini delle magnifiche terrazze romane, e dei panorami che da queste si scorgono.
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Luoghi di mondanità, luoghi di riflessione, luoghi di memoria e di riposo, di chiasso e di silenzio: insomma, le terrazze nel film di Sorrentino sono luoghi di ritrovo, non solo con amici o altre persone, ma soprattutto con la propria città. Un posto per affacciarsi dalla propria casa direttamente sul mondo, che in questo caso è il mondo millenario di Roma, fatto di storia, di architettura magniloquente e di decadenza, di contraddizioni, di lussi e di disagi.
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Adesso, sulle antiche terrazze ci costruiamo locali, abbiamo trovato un'utilità commerciale per tutto. La scritta Martini illumina la notte e domina l'orizzonte, del paesaggio e degli animi umani. Ma basta che un limpido raggio di luce delle giornate romane colpisca un'amaca, perchè i nostri valori contemporanei vengano ribaltati: uno stormo di fenicotteri si appollaia su una balaustra, e il dialogo tra noi e il mistero si riapre.
In Italy, the Sorrentino's movie The Great Beauty has received conflinting reviews: part of the italian critics is deeply against it, part is very favourable. Personally, I appreciated this film, and I liked the photography, the music, the actors, even if they speak in a provincial italian, so strangers difficultly can learn my language listening this movie. I think that La Grande Bellezza represents a good tribute to Rome and its charm.
Watching the movie, my attention had been called by the beautiful Rome's terraces images. I find they are important meeting places. Today, we give them a commercial meaning, using them like bars, pubs and restaurants; but if a ray of light hits a hammock (see the movie playbill, first photo) or a flight of flamingos perches on a balaustrade, the dialogue between us and the mistery re-opens, and a terrace acquires a new spiritual sense.





