Come ogni anno, i primi giorni di giugno si disputa una piacevole gara tra alcune delle piante più profumate che ci siano: il gelsomino e il caprifoglio.
Il nostro naso è appena stato ammaliato da acacie, rose, e i tigli ancora ci stanno facendo sognare. I boccioloni delle magnolie si stanno schiudendo con tutta la loro potente fragranza, e chi coltiva una gardenia in vaso come faccio io è in attesa trepidante di vederne i petali bianco burro dopo tanti mesi di "silenzio". Ma abbarbicati ai treillage e annodati alle reti di recinzione, caprifoglio e gelsomino si battono ferocemente fra loro per contendersi la palma del rampicante più dolcemente profumato.
Nel giardino di una bottega alimentare a Borghetto (Valeggio sul Mincio -VR) hanno da tempo allestito un "ring" singolare dove i due contendenti fanno bella mostra di sè e incantano il naso dei passanti: come potete vedere nella foto sopra, nella parte sinistra del muro cresce il gelsomino (o meglio falso gelsomino, qui Marcella vi spiega bene la differenza). Nobile, dall'effluvio molto intenso, sensuale, invadente, dai fiori immacolati e dal portamento robusto e compatto, il falso gelsomino è diffusissimo nei giardini, dove, come sempreverde, ricopre spesso non solo paratie ma intere cancellate, fungendo da pianta schermante se non addirittura da siepe.
Sul muro a destra, il caprifoglio: la Lonicera caprifolium, per nominare la varietà più comune, ha fiori bianchi e gialli, sempreverde, portamento disordinato, volubile, direi selvaggio. Non a caso è più facile trovarlo allo stato selvatico che in un giardino, arrampicato sugli alberi, libero, senza padroni e senza la mano di un giardiniere ad indirizzarne la chioma. Per questo spirito indisciplinato e indipendente, e per il profumo più gentile e articolato, è il mio preferito.
Detto anche "abbracciaboschi" o "madreselva" (in inglese anche "woodbind"), chi ha studiato filologia romanza sa che nel Medioevo la colta poetessa Maria di Francia (seconda metà del XII secolo) usò il caprifoglio in letteratura come simbolo dell'amore segreto e profondo tra Tristano ed Isotta. Celebri i bellissimi versi del Lai du Chievrefoil:
D'euls deus fu il (tut) autresi
cume del chevrefoil esteit
ki a la codre se perneit:
quant il s'i est laciez e pris
e tut entur le fust s'est mis,
ensemble poënt bien durer;
mes ki puis les volt desevrer,
li codres muert hastivement
e li chevrefoil ensement.
«bele amie, si est de nus:
ne vus sanz mei, ne mei sanz vus! »
Traduzione dall'antico francese: Avveniva di loro due/come del caprifoglio/che si avvinghia al nocciòlo/quando si è attaccato e stretto/e attorcigliato al fusto,/assieme possono durare a lungo,/ma se uno li separa/allora il nocciòlo subito muore/e il caprifoglio lo stesso./"Mia bell’amica, così è di noi:/né voi senza di me, né io senza di voi".
A casa coltiviamo entrambi: una posizione romantica e ben combinata per il gelsomino, un po' riparato dalle correnti di aria fredda che ne minano facilmente la resistenza e la bellezza:
Lasciato a prendersi la propria iniziativa il caprifoglio, su per un palo di una pergola, non necessita di quasi niente, e non teme il freddo invernale:
L'ho visto anche in uno degli splendidi giardini di Madeira: il fiore era grande cinque volte quello delle nostre zone, quasi il palmo di una mano (mi dispiace non averne una foto disponibile).
E voi, cosa coltivate, quale pianta profumata preferite?
Jasmin against honeysuckle, it's a perfume's battle: the noble, sensual, but really heavy fragrance of jasmin, and the gentle and sweet scent of honeysuckle. I love the second one: it often grows free in nature, climbing a tree. But I cultivate both in my garden. Wich flower do you prefer?






























