martedì 9 dicembre 2014

Presepe di muschio vivente per #natalealverde

Avete mai pensato di fare del vostro presepe un piccolo terrarium? E' un'idea facile e divertente, e a "doppio uso".


Procuratevi un vaso di vetro da terrario, ampio ma con l'imboccatura stretta, come l'enorme bicchiere da cognac che vedete nella foto. Vi serve anche una mezza bottiglia, o più, di sferette in gel. Ne vendono di diversi colori, ma col verde o col trasparente non sbagliate mai.

Cercate del muschio vivo. Se volete recuperarlo in natura, prima dovrete consultare le leggi della Regione in cui vi trovate: spesso la sua raccolta nei boschi è proibita, o consentita solo in ridottissime quantità. Nel nostro caso ve ne serve giusto una zollettina, grande come uno o due palmi di una mano aperta. Se la normativa vieta anche il minimo asporto dai boschi, rivolgetevi a un vivaio o cercate bene nelle zone umide del vostro giardino. Io l'ho trovato nel mio, lungo il marciapiedi a nord. Raccoglietelo con delicatezza, in pieno giorno, facendo sì che si sollevi con le radici e un sottile strato di terra. Aiutatevi con una paletta stretta e piatta per staccarlo senza che si strappi.
Vi serviranno poi gli accessori per il presepe.


Versate le sferette, ben turgide di acqua, nel vaso.



Prendete il muschio e, tenendolo con le radici verso il basso, senza rovesciarlo, passatelo sotto il getto di un rubinetto o della doccia per lavarlo dalla terra. L'acqua deve essere tiepida, e voi dovrete avere la pazienza che portate quando lavate gli spinaci... quando l'acqua fuoriuscirà pulita, il muschio sarà pronto.


Adagiate il muschio nel vaso, sopra le sfere.


Posizionate il vostro presepe. Ricordate di tenere il vaso in casa in posizione luminosa, lontano dai caloriferi e, se necessario, somministrate un bicchierino di acqua alla settimana. Potete aggiungere anche piantine da idrocoltura, procedendo prima al lavaggio delle radici dalla terra e poi all'inserimento nelle sfere in gel.


In questo modo il muschio si manterrà vivo, e, terminate le festività natalizie, potrete riporre le statue da presepe e inserire altri elementi in miniatura per creare un piccolissimo giardino domestico. Internet e Pinterest forniscono numerosi esempi a riguardo: basta digitare "terrarium" in un motore di ricerca per stupirsi di quanto la fantasia sappia inventarsi!







Questo post partecipa all'iniziativa promossa da AboutgardenL'ortodimichelle e GiatoSalò
Natale al VERDE!

In linea con il periodo che stiamo vivendo, la creatività è di scena con le inedite e originali proposte di tanti blogger per un progetto davvero al passo con i tempi!
Partecipano con me:





martedì 2 dicembre 2014

Angioletti svolazzanti per #natalealverde 2014

Torna anche quest'anno l'iniziativa Natale al Verde!, ideata nel 2013 da AboutgardenL'ortodimichelle e GiatoSalò. In seguito al successo riscontrato, viene riproposta in questo 2014 con l'aggiunta di tanti nuovi blogger.

Qui i link dei lavori da me presentati la passata edizione:
- le pigne colorate con lo smalto;
- il piccolo presepe aromatico;
- il pot pourri natalizio;
- le palle di semi natalizie per uccellini.

Ecco il mio primo post #natalealverde 2014: come costruire una lanternina con gli angioletti danzerellini.



Si tratta di un giochino vecchio come il cucco, ma che farà divertire i bambini che ancora non lo conoscono. Serve poco per assemblarlo: un vasetto di vetro ben pulito, degli angioletti di carta (oppure stelline, quello che si preferisce), una candelina tipo tealight, del filo di ferro, un po' di colla e un pezzetto di filo per cucire, o di quello che si usa per andare a pesca. Per chi vuole, un po' di neve spray.


Spruzzate sul fondo del vasetto un po' di neve. Non fate mai questa operazione con il lumino acceso, lo spray è infiammabile.



Con una estremità del fil di ferro fate un piccolo anello, avvolgete il barattolo di un giro e mezzo e fate un altro anello, alla seconda estremità del filo. 



Con un altro po' di filo di ferro, create una specie di maniglietta da legare agli anellini. Fate in modo che sia in grado di reggersi "in piedi", di stare verticale senza essere sostenuta.


Col filo da cucito formate dei gancetti ai quali incollare gli angioletti di carta. Gli angioletti saranno appesi al manico del vasetto.


Posizionate il lumino acceso nel vasetto. Con le deboli volute di calore, gli angioletti si muoveranno delicatamente. Fate qualche prova per verificare che riescano a danzare. Non dovranno essere troppo distanti dal lumino, ma nemmeno troppo vicini per non bruciarsi (le alette di quello centrale stavano per carbonizzarsi). Ricordate di non lasciare mai la lanternina senza sorveglianza, soprattuto in presenza di bambini. L'effetto si fa più visibile dopo qualche minuto dall'accensione della candela, quando si scalda l'aria nel vasetto.







Questo post partecipa all'iniziativa promossa da AboutgardenL'ortodimichelle e GiatoSalò
Natale al  VERDE!

In linea con il periodo che stiamo vivendo, la creatività è di scena con le inedite e originali proposte di tanti blogger per un progetto davvero al passo con i tempi!
Partecipano con me:

sabato 22 novembre 2014

Cinorrodi per arricchire l'autunno

Grace di David Austin
C'è ancora qualcuno che non crede nei blog. Un mesetto fa ho contattato un giardino del bresciano in occasione di una manifestazione speciale che lì si sarebbe tenuta. Un giardino di rose. Mando un messaggio per chiedere se fanno visite guidate, perchè vorrei che un esperto mi illustrasse le rose coi cinorrodi autunnali più belli. Ovviamente segnalo che scrivo per un blogghino, e che vorrei dedicare un post esclusivo all'avvenimento. Risposta secca di qualcuno dell'ufficio comunicazioni, che si vede che non aveva tanto tempo da perdere: "Buongiorno purtroppo in occasione dell'evento non facciamo visite guidate". Stop. Vabbè, tanti saluti. 
E sì che quella dei blogger è tutta pubblicità gratuita, che visti i tempi che corrono... Noi blogger ci godiamo con poco: occupandoci delle nostre passioni, curiosiamo, testiamo, scriviamo, impariamo e condividiamo, e i nomi di vivai, giardinieri e studi di progettazione piano piano fanno breccia nei cuori di tanti lettori... Boh. Perchè c'è ancora qualcuno che ignora i nostri poteri taumaturgici e anticrisi? ;-)
Sono andata a fare un giro lo stesso. Ho fotografato qua e là. Vi propongo un po' di immagini senza nominare il giardino interessato. Tiè.
Pubblico foto di cinorrodi con il nome della rosa a cui appartengono, e, dove trovato, anche la foto del fiore. Nelle immagini si vedono le mie dita per darvi un'idea delle dimensioni delle bacche. Ho aggiunto dei link per chi volesse approfondire le varietà nominate. Qui un rimando per quanto riguarda le sei tipologie di forme di cinorrodo più diffuse.


Rosa farreri persetosa. Un bel tipetto. Cinorrodi piccoli e allungati, "a caraffa". Rami spinosissimi, foglie minute. Ibrido di cassiorhodon. Fiore lilla. Arbusto alto fino a 150 cm. Portamento disordinato, e dalle foto si vede.




Una varietà che è un grande classico. Bacche di dimensioni maggiori, tonde, rosso aranciato.

Cinorrodi di Rosa New dawn (David Austin), che si è fatta fotografare in tutta la sua gloria ottobrina:




Rosa Altissimo. Splendidi cinorrodi aranciati, enormi e tondi:



Piccoli cinorrodi a grappoli per Rosa Trier, varietà annoverata tra le progenitrici delle ibride di Moschata:


Un'occhiata tra le rambler e le climber
Un paio di "acini" rosso chiaro per Rosa Bobbie James:


Più sfumature cremisi nelle bacche di Rosa Maid of Kent:

  

Sempre dimensioni contenute anche per quelle di Rosa Paul Himalayan musk:


Eccoci a un celeberrimo ibrido di Moschata. Minuscoli e sferici i cinorrodi di Rosa Ballerina, tra i più decorativi della stagione, in quanto formano ricchi mazzetti di pallini rossi:




Rosa Cornelia, che tanti dubbi genera sulla sua classificazione in chi la coltiva:


Chi c'è qui? Rosa The Generous Gardener, dalla collezione David Austin:




Rosa Compassion, con fiore aperto appena sciupato dall'aria fredda di metà ottobre (la sua corolla è un ottimo biglietto da visita della sua nota rifiorenza):



Rosa Lea Massari, fiore e cinorrodi:




Mi è riuscita da cani la foto di Rosa La Sevillana, super famoso rosaio Meilland:



Sempre a proposito di Meilland, voilà Rosa M.me Meilland, altro nome della coltivatissima Peace, considerata la rosa più diffusa al mondo. Come ogni vip che si rispetti, accentra su di sè l'attenzione dei visitatori con non un fiore, non con due, ma con un intero ramo carico di corolle a metà di un ottobre calduccio come quello di quest'anno:



Un po' tetri se lasciati in balia delle ragnatele i grossi cinorrodi spinosi, ma tuttavia affascinanti, di questa rosa senza cartellino. Escluso che possa trattarsi di una Rosa Roxburghii, mi hanno suggerito Rosa Capitan John Ingraam. Se ho ulteriori riscontri vi farò sapere aggiornando questo post:





E, come si suol dire, dulcis in fundo, la rosa che mi ha colpito più di tutte per la bellezza dei suoi cinorrodi, grossi, turgidi, irresistibilmente vellutati, ovvero Rosa Bracteata:



Sembrano kiwi:





Concludo con una intrusa, che di cinorrodi da mostrare non ne aveva, ma si faceva bella di queste incredibili spine:






Grazie a Nik dell'Orto dei colori per la sua gentile consulenza rodologica. P.S.: mentre in auto io e mia madre cercavamo di raggiungere il giardino in questione, ci fermiamo per strada per chiedere indicazioni. Eravamo in realtà a neanche un paio di kilometri dalla meta. Becchiamo una coppia della zona, che, però, pur abitando nei pressi, non aveva mai sentito nominare quel giardino. E tte credo, i proprietari non si concedono ai blogger, e poi nel loro stesso paese nessuno ne conosce l'esistenza!