martedì 8 dicembre 2015

#Natalealverde: presepe nel vaso di recupero


Ogni giardiniere che si rispetti ha qualche vaso di terracotta rotto che gira per il giardino... Di solito non lo si butta (anzi, mai!), perchè può essere usato, frantumato in pezzi, per coprire i fori di drenaggio di altri vasi.
Da tempo circola in rete un'idea per riutilizzare i vasi rotti in modo originale, creando dei piccoli scenari. Perchè allora non allestirci anche un presepe?



Scegliete il vostro vaso scassato, coprite il foro di drenaggio e riempite quasi completamente di terriccio.


Procedete, con altri pezzi di coccio di varie dimensioni, a delineare una scaletta e una specie di terrazzino.


Una zolletta di muschio, le vostre statuine preferite: ci vuol davvero poco.




Questo post partecipa all'iniziativa promossa da Aboutgarden, L'ortodimichelle e GiatoSalò
Natale al  VERDE!





In linea con il periodo che stiamo vivendo, la creatività è di scena con le inedite e originali proposte di tanti blogger per un progetto davvero al passo con i tempi!

Partecipano con me:

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Capo Verde
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giovedì 3 dicembre 2015

#Natalealverde ce la posso fare!!!

Miracolo!!!
Con un ritardo da fare paura, pubblico finalmente il mio primo post per #natalealverde 2015. Si tratta del mio primo videotutorial con effetti alla Steven Spielberg su come costruire la pressa per essiccare i fiori. Un regalo simpatico e utile per gli amici che amano la natura, o per i bambini che vogliono creare il loro primo erbario.


Se non vi piace non ditemelo e commiseratemi in segreto, c'ho impiegato un giorno di ferie dal lavoro per riuscire a completarlo!!! ah ah sono distrutta... e non parliamo del panico da caricamento lento del file.




E' senza colonna sonora perchè altrimenti ci vedevamo per Natale al Verde 2016.
Questo post partecipa all'iniziativa promossa da Aboutgarden, L'ortodimichelle e GiatoSalò

Natale al  VERDE!





In linea con il periodo che stiamo vivendo, la creatività è di scena con le inedite e originali proposte di tanti blogger per un progetto davvero al passo con i tempi!

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sabato 28 novembre 2015

#NatalealVerde 2015 is coming!

Dal 1° dicembre, nuove fantastiche avventure natalizie ci aspettano: Natale al Verde 2015 sta per arrivare!
I blog che parteciperanno all'iniziativa di quest'anno sono ben 25, uno più interessante dell'altro. E ovviamente Orti in Progress, come da tradizione, non poteva mancare: questa è la terza edizione, e ci saranno sorprese per tutti!


Logo glitter super fascinoso e tante idee per festeggiare un Natale all'insegna del risparmio e del divertimento.
Seguiteci ogni martedì fino al 25 dicembre!!!
(Il primo appuntamento di Natale al Verde 2015 con Orti in Progress sarà il 2 dicembre).

lunedì 2 novembre 2015

Il vetiver: non solo profumo

Chrysopogon zizanioides è il nome latino di una erbacea di cui tutti conoscono l'impiego profumiero, ma di cui pochissimi conoscono le caratteristiche botaniche: il vetiver. Io ho scoperto di cosa si tratta durante l'esposizione di Murabilia, scambiando due parole con un vivaista dell'Agraria Valfreddana.


Il vetiver è una poacea originaria dell'India, e il suo aspetto è quello di un cespuglio dalle lunghe foglie sottili, rigide, che possono raggiungere il metro e mezzo di lunghezza. E' da queste che si ottiene la meravigliosa essenza che spesso contraddistingue i profumi maschili? No. Il profumo del vetiver si estrae dalle sue radici, che hanno delle peculiarità molto interessanti.



Le radici del vetiver possono crescere in direzione verticale fino a 12 metri, in alcuni casi addirittura fino a 16. Da anni, in Asia e in Australia, questa pianta è coltivata come soluzione per fermare il terreno: il suo apparato radicale lo riempie in maniera fitta e durevole, tanto che, dopo un paio di anni dall'estirpazione della pianta, resiste in terra mantenendola compatta e calpestabile.
Gli studi sulle proprietà consolidanti e fitodepurative del vetiver ora sono in fase di sviluppo (un po' in ritardo rispetto ad altri paesi) anche in Italia.


Il vetiver non vuole acqua se non in fase di impianto. I suoi fiori sono violacei, raccolti in una infiorescenza. Per un privato, la sua coltivazione potrebbe costituire un lavoraccio: pur non trattandosi di una varietà infestante, bisogna prevedere da subito, prima della messa dimora, di collocarlo in un luogo in cui le radici possano distribuirsi indisturbate, e da cui non ci sia necessità di spostarlo spesso.

Piantina di vetiver in vendita, a fianco di pianta cresciuta in tubo per mostrare la lunghezza dell'apparato radicale liberamente sviluppato.

Un'ultima curiosità: con le foglie del vetiver si imbottiscono i cuscini per animali, che ne apprezzano l'odore e le proprietà antiparassitarie (in questo uso rientrano ad esempio i lettini per cani e gatti che vivono in appartamento).

venerdì 16 ottobre 2015

I semi piumosi delle clematidi


Non di soli fiori vive l'amante delle clematidi, ma anche dei meravigliosi capolini di acheni che queste piante regalano in autunno. Morbidi, rotondi, leggeri, color dell'oro più tenero o dell'argento chiaro, i frutti delle clematidi arricchiscono a grappoli le reti e i treillage dei nostri giardini. Nascono come ciuffetti verdi, per poi maturare nelle caratteristiche piumosità sericee e luminose destinate a spargere col vento il proprio semino. Vale la pena scegliere quindi la varietà di clematide che vogliamo far arrampicare nelle nostre aiuole anche pensando agli acheni che la adorneranno dall'estate fino all'autunno, e che, raccolti delicatamente prima che si sfaldino del tutto nell'aria, possono fare preziosa mostra di sè nei pot-pourri.
Ve ne propongo una piccola carrellata.

'Miss Bateman'. Capolini di acheni grandi, come grandi sono i bianchi fiori di questa varietà, adatta a vasi, arbusti e rampicanti.

'Caroline'. Grandi fiori rosa antico in primavera, varietà ottima per archi e conifere. Capolini che ricordano certi agli ornamentali.

C. tangutica 'Orientalis'. Ha fiori piccoli, viola e verde-giallo, seguiti da acheni che meriterebbero una carezza per il loro aspetto piumoso.

'Peveril Peach'. Clematide del gruppo Viorna. Fiori a campanellina rosa. Capolini non tondeggianti.

C. paniculata 'Terniflora'. Varietà rustica, leggermente profumata, fiorisce a lungo coi suoi mazzetti di innumerevoli fiorellini bianchi, cui seguono tantissimi capolini di acheni.
C. 'Louise Rowe'. Grandi fiori di un lilla pallidissimo per una varietà di media vigoria, adatta alla coltivazione in vaso. Classico capolino rotondo.

C. alpina 'Francis River'. Fiorellini a campanella azzurri. Resistente al freddo e adatta a piccoli giardini. Capolini rotondi e densamente piumati, scuri.

C. 'Arabella'. Semierbacea, grandi fiori color malva. Da accompagnare agli alberi.

C. texensis 'Princess Diana'. Fiori a campanella rosa, compaiono in estate.

Gli acheni di C. 'Shin-Shigyoku', un po' spettinati. Gruppo Patens, fiori doppi color viola.

C. 'Exciting'. Nonostante la pianta produca fiori abbastanza grandi, color viola, i capolini sono di dimensioni contenute, ben ritti in cima al rametto.

Vistosi i capolini di C. 'Fireworks', una ibrida a grandi fiori rustica e vigorosa. Fiori azzurro-viola screziati di rosa.
Osservazione: i capolini che in queste immagini compaiono verdi sono ancora giovani, e destinati a diventare piumati. 
Foto scattate presso il vivaio La Campanella, dal cui sito sono state estratte alcune informazioni sulle varietà di clematide nominate.
Un anno fa vi proponevo un post sui cinorrodi autunnali delle rose, a questo link.