domenica 17 febbraio 2013

Appuntamenti speciali di primavera.

Non manca molto alla primavera, infatti vivai e professionisti cominciano ad organizzare eventi, corsi e incontri per gli appassionati di piante e fiori. Io ho sfoderato l'agendina, e mi sono segnata diverse date interessanti; tra queste, spiccano gli eventi in programma presso i vivai Priola di Treviso, di cui vi ho parlato in un post l'ottobre scorso, a seguito di una mia visita.
I vivai Priola sono celebri per il vasto catalogo di perenni e graminacee che curano da anni, uno dei più forniti e dei più completi d'Italia (verificato con i miei occhi e testato personalmente), e a cui fanno riferimento grandi professionisti e giornalisti del verde.
Prendete appunti anche voi:
- il 16 e il 17 marzo, si terranno I giorni delle Viole. Ospite: Mariella Sleiter, giornalista di La Repubblica. Verranno esposte numerosissime varietà di viole, alcune anche acquistabili. Il sito del vivaio, attualmente, le anticipa elencandone i nomi, e fornendo  utili consigli per la loro coltivazione (qui il link);


- il 13 aprile, Alla scoperta delle piante amiche. Il 14 aprile, I giardini di Ferrante Gorian, paesaggista del Novecento;


- il 18 e il 19 maggio, le giornate saranno dedicate al tema Il giardino delle farfalle. Ospite il celebre paesaggista Carlo Contesso, noto per i suoi progetti e per i suoi articoli di giardinaggio sul Corriere della Sera.
Durante tutti questi appuntamenti, i vivai Priola saranno aperti dalle 9.00 per tutto il giorno. Ottime occasioni per visionare le loro piante, di cui potete scorrere i cataloghi sul sito dell'azienda. E' possibile anche effettuare ordini tramite il negozio on line. Troverete sicuramente degli spunti nuovi per i vostri spazi verdi.
Se abitate distanti da Treviso, e non l'avete mai vistata, programmatevi anche per fare una gita nella città, molto suggestiva. I vivai Priola si trovano vicino al centro cittadino.

P.S.: avrete notato, in alto, che ho creato una nuova pagina nel blog intitolata "Agenda 2013 - eventi e manifestazioni". Si tratta di un'agendina virtuale per me e per voi, che amate la natura e i fiori, per tenere a mente date importanti.

venerdì 15 febbraio 2013

Prima vittima dell'inverno.

Un acquisto di settembre:


Su un banco di uno dei vivai che visito più spesso, vedo una serie di vasi con queste magnifiche piante, ricche di grappoli di campanelli candidi dal cui centro si affacciano delle simpatiche corolline rosse, come linguette spernacchianti. Guardo il cartellino, "clerodendron", mai sentito, ovviamente compro.
Pessima idea. Tornata a casa, cerco su internet e sulla Garzantina di Ippolito Pizzetti. Il clerodendro, il cui nome significa "albero dei preti", è una rampicante (signori vivaisti, perchè vendete certi esemplari come fossero cespuglietti se tali non restano?) e soffre il freddo (signora Marta, perchè fa acquisti alla cieca, lei che abita nell'angolo più gelido della provincia veronese?).
Ad ogni modo, punto tutto sul far svernare la pianta in serra, e lì, a ottobre, la ricovero.
In novembre, durante la vacanza a Tenerife, mi imbatto in un clerodendro del luogo, e contenta di potergli dare un nome, faccio un paio di foto all'esemplare, un po' malconcio ma effettivamente intento ad arrampicarsi:



A dicembre, controllo il mio clerodendro in serra: perde tutte le foglie, da verdi. Non capisco perchè, somministro acqua. Atto scellerato: a fine gennaio, dopo aver trascurato di visitare le piante per troppi giorni, trovo il clerodendro rinsecchito e con qualche macchia di muffa grigia e pelosa sui rametti. La pianta sembra mummificata.
Coi capelli dritti, prendo il vaso, taglio i rami più marci e cambio totalmente il terriccio, che scopro eccessivamente impregnato di acqua semistagnante. Le radici sono ancora forti, ma non capisco se sono già andate o posso sperare in una "resurrezione" della pianta. La tengo in casa, ma osservandola in questi giorni, la sensazione è che il clerodendro abbia intrapreso il suo viaggio verso il paradiso delle piante vittime di pessimi giardinieri... sigh.
La cosa che mi duole maggiormente, è aver scoperto sulla pianta, durante il rinvaso, i semi che aveva prodotto a fine autunno.



Li ho staccati, li ho aperti, li ho buttati in un bicchierino di acqua per vedere se andavano a fondo. No, tutti a galla, al 99% direi inutilizzabili per ammuffimento.
Un vero peccato.
Se fossi intervenuta prima, magari avrei salvato almeno quelli.
Nuova lezione della Garden review: prediligere esemplari adatti al nostro clima, e limitare le spericolatezze con esemplari che vogliono condizioni che non possiamo offrirgli. La serra non è la soluzione a tutto.

domenica 10 febbraio 2013

Riciclo, l'idea mi piace.

Una garden review che si rispetti deve passare per il riciclo.
Su Facebook, ho incontrato una pagina che raccoglie delle idee straordinarie su come reimpiegare gli oggetti d'uso quotidiano per non gettarli. Si chiama "Questo lo riciclo, ti piace l'idea?" (http://questoloriciclo.altervista.org). Molte soluzioni riguardano il giardinaggio, e le trovo semplicemente geniali! Alcune sono rintracciate sul web, altre offerte dai lettori che praticano bricolage.
FB, Questo lo riciclo, ti piace l'idea?
Un vaso di terracotta rotto trasformato in un micro-giardino da favola, con una felce, muschio e sempervirens. C'è pure la scala!



Un vaso diventa una piccola serra grazie all'applicazione della sezione alta di una bottiglia di plastica.



Buona domenica a tutti!

sabato 2 febbraio 2013

Febbraio: garden review.


L'inverno è attesa. Aspettare che la terra, dopo il riposo, si svegli. Ottobre, novembre, dicembre: mesi che sembrano durare un'eternità.
Ma febbraio ci dà qualche avvisaglia che l'inverno può finire, non sarà freddo per sempre. Le giornate si allungano, le nevicate si squagliano più in fretta.
E poi c'è questa aria indefinibile che si sente a san Valentino, che fa miagolare i gatti in amore e mettere il naso contro la finestra nella speranza di scorgere un raggio di sole.
Dopo tanto attendere, verrà marzo, con tutte le sue promesse e le sue fioriture repentine.
Si passerà dall'aspettare dell'inverno alle aspettative della primavera.

E' un attimo che il giardiniere si faccia trovare impreparato all'appuntamento con la bella stagione. Ogni anno è così.
Allora, io mi metto già in moto, tiro fuori le bustine di sementi, passo in rassegna i bulbi, prendo carta e penna e faccio progetti.
Un orto da ridimensionare, nuove specie da coltivare, voglia di tanti fiori e bisogno di razionalizzazione di spese e fatica, perchè ho molti impegni di vita privata e il mio stipendio è sempre più triste. Garden review.

P.S.: ieri ho ORDINATO IMPERIOSAMENTE al marito di uscire di casa per concimare l'orto. Colpo di fortuna: lui l'ha fatto, adesso piove, e la terra assorbe meglio.

martedì 22 gennaio 2013

La mia prima camelia

 

L'avevo detto in questo post che quest'anno avrei provato a coltivare una camelia. Mai avuta una, nemmeno in famiglia.
La prima settimana di gennaio comincio la mia esplorazione commerciale del territorio. Una prima occhiata a qualche vivaio "nazional-popolare" delle mie zone, e ne trovo uno in particolare che ne vende diverse a prezzo così così. Tra le tante, una colpisce i miei occhi e il mio cuore. Ma, con un certo sforzo per trattenermi dall'acquistarla subito, dentro mi dico "aspetto, devo informarmi sulle varietà più adatte... a me", me intesa come principiante assoluta.
Di lì a pochi giorni, segue un rapido scambio di messaggi e e-mail con Renato Ronco (qui il suo blog, non dovete perdervelo, e qui il mio post sul suo primo libro). I suoi consigli: acquistare una camelia vigorosa, che non sia stata tratta con ormoni, che di conseguenza non presenti boccioli multipli ma piuttosto preferire quelle un po' eziolate (Renato, sbagliami se mi correggo!).
Io, come Garibaldi, obbedisco, e batto a tappeto quei pochi vivai che a Verona vendono con un minimo di dignità camelie. Mi permetto di dire che non mi sembra sia una specie particolarmente amata dalle mie parti, dove è più facile -molto più facile- trovare ulivi e agrumi (forse per la presenza del lago). Per fare una ricerca seria, avrei dovuto scendere a Lucca, ma un viaggio così adesso non posso metterlo in programma. A dir il vero, sono stata a Lucca a fine dicembre, ma non ho avuto modo di fermarmi nei vivai.
Va be', a parte le mie vicissitudini personali, per farla breve le mie perlustrazioni vivaistiche non mi rendono dei gran risultati. Cercare piante eziolate, soprattutto in questa stagione di fioritura, non è semplice, perchè i negozi espongono la merce migliore, e camelie traboccanti di boccioli multiplissimi. Alla fine, torno al vivaio del mio "primo amore". La camelia che mi aveva colpito c'è ancora, nessuno l'ha comprata. Il vaso ha un diametro di 30-40 cm. La pianta ha due fiori aperti magnifici, eleganti e di un rosa delicatissimo. La pianta non è particolarmente eziolata, anche se la crescita del cespuglio è un po' irregolare. I boccioli non sono molti, le corolle credo siano semidoppie, un po' grandi rispetto ai consigli di Renato. Molto belle da vedere di profilo, con i petali un po' incurvati, non piatti, luminosi, posizionati in modo abbastanza arioso.
Sono innamorata, al cuor non si comanda.
La compro.
Si tratta di una camelia japonica Hagoromo. In internet, poche le informazioni a riguardo. Non trovo nulla nemmeno sui miei manuali.
Adesso sta vicino all'entrata di casa, addossata al muro e già involucrata nel tnt. Non perchè le camelie soffrano particolarmente il freddo, ma perchè non vorrei fosse troppo abituata alle temperature riscaldate del vivaio di provenienza (la serra dove stava non era gelida).


E adesso voglio proprio vedere. Sarò all'altezza? Sono già in dubbio: l'ho lasciata senza sotto vaso, per evitare ristagni. Precauzione superflua?
La mia prima missione: fare in modo che i boccioli che ha già non cadano ma si aprano tutti. E poi, verrà il bello: farla vivere, non semplicemente sopravvivere, e bene, mantenendo il fogliame di un buon colore e, super traguardo, farla rifiorire l'anno prossimo.
Mica poco. E' il mio primo amore sotto forma di camelia, questa love story avrà un lieto fine?