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venerdì 11 settembre 2015

Le zucche di Lucca

Questo fine settimana sono stata a Murabilia a Lucca. Come da tradizione, anche quest'anno il Club delle Zucche di Lucca ha organizzato una gara di mega-zucche, "zucche giganti", e ha riservato alcuni stand all'esposizione delle zucche delle varietà più curiose.


Alcuni punti del regolamento della gara della Zucca gigante:
1) ogni concorrente può partecipare con un solo esemplare per specie;
2) il concorrente deve essere presente alla pesa che si svolgerà [si è svolta] il 6 settembre 2015 alle 15;
3) il frutto deve essere sano e non danneggiato o imbottito di corpi estranei al fine di verificare quanto sopra è consentita l'spezione interna;
4) sono previsti minimo tre esemplari per ogni specie;
5) riconoscimenti particolari ai primi tre classificati per ogni specie. 



Il peso di queste zucche può arrivare fino al quintale. Te voglio vede' a raccoglierle.


E chissà quanti tortelli ci si possono fare. 
Ho cercato online il nome del vincitore proprietario della zucca più grossa, ma non c'è stato verso di recuperarlo nemmeno sul sito della manifestazione (almeno fino a oggi). 
A Murabilia era possibile acquistare i semi delle tante varietà presenti. Bellissimi alcuni esemplari addirittura decorati a mano:



Quella decorata con gli elefanti indiani è veramente originale.


Vi saluto con una carrellata di foto di zucche. Alcuni frutti non avevano bisogno di "trucco", erano già dipinti per natura!






sabato 9 maggio 2015

Il cantapioggia a Orticola


Per me un bel venerdì mattina a Orticola, ieri, e quando si dice "Orticola" vengono in mente ormai una serie di clichè che è difficile allontanare dalla mente (e hanno il loro motivo di essere, dopo tutto): inaugurazione con signore benestanti dai cappelli vistosi (giovedì sera), visitatori snob che si aggirano tra gli stand facendo finta di sapere tutto di botanica, grandi nomi del giardinaggio italiano celebrati da Gardenia, allestimenti di giardini "griffati", spesso improbabili.
Non lo nascondo, io quando vado a Orticola mi diverto come una bambina in un negozio di giocattoli: queste manifestazioni mi permettono di raggiungere almeno parte dell'offerta di vivaisti che stanno dall'altra parte d'Italia e che, escluse le spedizioni online, sarebbe difficile o impossibile approcciare nelle loro serre. Per di più ho incontrato amici appassionati di giardino e garden blogger che normalmente frequenterei solo via Facebook, come Chiara di Giardinote, Dana di Danagardendesign e Simonetta di Aboutgarden e tanti altri nomi di professionisti e non, che mi stanno a cuore.

Simonetta Chiarugi in conversazione.

Dana Frigerio, in spolverino bianco, e Chiara del blog Giardinote.

Andrete anche voi a Orticola quest'anno? Vi segnalo una chicca in esposizione, il "cantapioggia". Si tratta di uno strumento per giardinieri di origini medievali, un innaffiatoio, in questo caso di terracotta. Una specie di anforina che presenta un foro superiore e altri forellini alla base (come una doccia), che va immersa nell'acqua. Impugnata tenendo, con il pollice, chiuso il foro superiore, l'anforina va portata vicino alla pianta che si vuole innaffiare; si rilascia l'apertura del foro e l'acqua, per effetto del cambiamento di pressione, esce dai forellini sottostanti.



Purtroppo, al momento del mio passaggio ne restavano solo due esemplari di discrete dimensioni, impossibili da trasportare in treno... altrimenti un cantapioggia di misura ridotta sarebbe di sicuro tornato a casa con me!





giovedì 16 aprile 2015

Origano: aroma e bellezza

Tutti coloro che coltivano un orticello prima o poi si creano un "angolino delle aromatiche": salvia, rosmarino, basilico, e tante altre pianticelle da tenere sempre a portata di mano mentre si cucina, e poi ancora timi, aneto, erba cipollina... e anche origano.
Ma quale origano?

Le due specie più conosciute e utilizzate nelle nostre case sono l'origano comune (Origanum vulgare) e la maggiorana (Origanum majorana). Entrambi appartengono alla famiglia delle lamiacee, e le loro foglie, anche essiccate, profumano le vivande con un aroma intenso e persistente.



Ma mica finisce lì!
Sono molte le varietà di origano reperibili nei vivai specializzati (soprattutto in quelli dedicati alle piante mediterranee e alle erbacee perenni). Io ad esempio coltivo da un annetto un origano dalla foglia variegata, che in estate crea un cespuglietto apprezzabile dal punto di vista estetico. Non ne ho testato il sapore... ma dal profumo non sembra molto meno forte dell'origano più conosciuto.


Si tratta di Origanum vulgare 'Country Cream'. Come gli altri origani, richiede terreno fresco e ben drenato, posizione soleggiata, ed è perfetto per un giardino roccioso. Non cresce più alto di una quarantina di centimetri. La fioritura arriva verso l'inizio dell'estate, con piccoli fiori di un colore rosa chiaro.
In quanto erbacea perenne, la pianta lascia morire la parte aerea durante l'inverno, per poi rigettare con i primi caldi primaverili. Quando è in riposo vegetativo, pulitela dai rametti secchi. Non richiede molte altre cure, a parte di essere controllata perchè non venga invasa dalle erbacce. Bellissimo accostata a rosmarino, salvia, lavanda, elicriso. Altre piante mediterranee, insomma.
Sempre reperibili in commercio, segnalo Origanum vulgare 'Golden Shine', dalle foglie verde-oro; Origanum vulgare 'Aurea', dal fogliame giallo; Origanum onites, molto aromatico; Origanum dictamus, dal fogliame argenteo; Origanum hybridum 'Rosenkuppel', dai fiorellini di un rosa carico in mazzetti ricchi e appariscenti.

E se siete alla ricerca di nuove aromatiche per il vostro orto, vi consiglio l'evento organizzato presso i vivai Priola (Treviso): "Aromatiche per passione", il 18 e 19 aprile. Come l'anno scorso (occasione alla quale ho partecipato con grande emozione) sarà ospite Libereso Guglielmi, il celebre "giardiniere di Calvino".
Riporto parte del comunicato stampa inviatomi dal vivaio Priola:

Le piante aromatiche, officinali e le “Erbe” commestibili sono un macrocosmo da scoprire e noi in vivaio, questa emozionante ricerca, la portiamo avanti con passione da molti anni! Il 18 e 19 aprile 2015 durante l’evento “Aromatiche per passione“ potrete ammirarne una collezione di circa duecentocinquanta varietà di aromatiche. Un appuntamento come questo non poteva avere come ospite d’onore altri che l’amico Libereso Guglielmi, che trascorrerà con noi entrambe le giornate per incantarci, come sempre, con i suoi racconti di vita, di giardino e di “fiori che si mangiano”! Lo scorso anno siamo riusciti a compiere un’impresa non da poco, far assaggiare a Libereso una pianta che non conosceva, l’Erba ostrica (Mertensia maritima)!

L’Erba ostrica è una pianta tutta da scoprire e poco presente sia a tavola che nei giardini e proprio per questa ragione la descriverò di seguito insieme al Critmo inserendo anche due ricette, elaborate dallo chef trevigiano Giancarlo Pasin, che ci permetteranno di gustare appieno l’insolito sapore!

La presenza di Libereso Guglielmi, noto grazie a una geniale trovata di Pizzetti come “il Giardiniere di Calvino” (che era Mario Calvino il padre di Italo), nelle due giornate sulle aromatiche, ci onora e ci rende lieti perchè ci darà l’occasione per festeggiare insieme la vigilia del suo novantesimo compleanno!

Libereso sarà presente per parlarci di lui, delle sue esperienze, dei suoi libri e di giardini.

Libereso, con il supporto del giornalista Claudio Porchia, sarà lieto di rispondere a tutte le vostre curiosità e domande!

venerdì 27 marzo 2015

Le Giornate di Studi di Orticola di Lombardia - tra piante aliene e futuro del giardinaggio

La maestosa sala in cui è stato organizzato il convegno, il neoclassico Salone del Ballo della Villa Reale di Milano.

Sono reduce dalla partecipazione alle Giornate di Studi ideate dall'associazione senza fini di lucro Orticola di Lombardia nei giorni di giovedì 26, venerdì 27 e sabato 28 marzo (quindi ancora in corso). Per questioni di tempo e di lontananza, mi sono limitata a presenziare a quella di ieri. Le "giornate" di  quest'anno concludono un ciclo di appuntamenti quadriennale (2012-2015), organizzato in vista di Expo, e che ha toccato le tappe fondamentali della cultura giardinicola italiana dal '700 ai giorni nostri.
Gli argomenti della giornata sono stati trattati nel limite di una mezz'ora ciascuno (con qualche sforamento, invero, ma succede sempre così ad ogni convegno), e si sono incentrati intorno alla tematica della "cultura delle piante in Italia dal Risorgimento al Terzo Millennio". Hanno relazionato alcune firme storiche della rivista Gardenia, come Francesca Marzotto Caotorta (fondatrice della rivista), Mimma Pallavicini, Paolo Pejrone (architetto, ha aperto i lavori della giornata), Emanuela Rosa-Clot (attuale direttrice di Gardenia), Pia Meda (giornalista), nonchè altri nomi importanti e di professionisti affermati del mondo accademico botanico e non solo. 

Il programma di venerdì mattina:
- Boscoincittà - l'innovazione ha 40 anni di Luisa Toeschi;
- Le piante aliene di Enrico Banfi;
- Le banche del germoplasma per la conservazione e la valorizzazione della biodiversità vegetale di Graziano Rossi;
- Biodiversità, agricoltura e EXPO di Marco Fabbri;
- Gli orti botanici italiani. Il caso della Lombardia di Pia Meda.
Nel pomeriggio:
- Tra moda, oblio e riscoperta: come cambiano le piante e i giardini di Ermanno Casasco;
- Il vivaismo specializzato in Italia e le mostre-mercato di Mimma Pallavicini;
- Mostrare piante e raccontare giardini di Francesca Marzotto Caotorta;
- Progettare giardini in Italia: nuove tendenze di Patrizia Pozzi;
- Editoriali verdi all'inizio del terzo millennio di Emanuela Rosa-Clot.

Raccolgo qui brevemente un paio degli interventi che ho trovato più interessanti.

Paolo Pejorne. Chiedo pietà per le miserabilissime foto che ho rubacchiato tra una relazione e l'altra, e soprattutto mi scuso con gli interessati per non averli immortalati nei loro momenti e posture "migliori".
Nella mattinata si è occupato dell'argomento "Le piante aliene" Enrico Banfi, noto botanico, già direttore al Museo di Storia Naturale di Milano. Questione di grande rilevanza attuale, quello delle piante alloctone, che rischia di diventare molto condizionante negli anni futuri a causa della diffusione di queste specie estranee dei nostri territori, grazie alla loro capacità di spontaneizzarsi, a volte entrando in grave competizione con la vegetazione preesistente. 
Alcune piante aliene sono state introdotte nel nostro Paese volutamente, come la cosiddetta palma del Giappone (Trachycarpus fortuneii), inizialmente coltivata per fini ornamentali solo in serra, perchè si temeva che non resistesse agli inverni rigidi. Nell'Ottocento Robinia pseudoacacia allarga notevolmente la sua diffusione perchè una volta uscita, per così dire, dai giardini dei ricchi che la coltivavano per la bellezza e il profumo dei suoi fiori, si dimostrò ottima nel combattere la franosità del terreno, ed è impiantata lungo i pendii delle ferrovie all'epoca in costruzione. La robinia, osserva Banfi, pur essendo una pianta aliena, ha numerosi pregi: il suo legno è stato in passato utilizzato per costruire le ruote dei carri; sostituendo i boschi di querce e carpini, ha protetto piante di sottobosco che altrimenti sarebbero andate perdute. E' una pianta "contenibile", nel senso che se ne può controllare la diffusione, in quanto matura velocemente, e una volta invecchiata lascia spazio a elementi più giovani. Mellifera, i suoi fiori sono commestibili.
Diverso il discorso per l'ailanto (Ailanthus altissima), che crea deserto nei territori in cui si stabilisce, nel senso che si sostituisce a tutta la vegetazione, opponendosi ad altre consociazioni. La lezione però della robinia e, in modi diversi, dell'ailanto, dimostra che non sempre le piante aliene sono dannose per le zone che le ospitano: nei casi più difficili, rappresentano specie vegetali capaci di sopravvivere in luoghi degradati e nei quali l'uomo non può diversamente intervenire, oppure prestano soccorso a una flora che rischia di compromettersi per la sparizione di tanti alberi.
Dalla seconda metà del Novecento, la diffusione delle piante aliene ha subito una forte accelerazione, a causa degli insediamenti antropici e dell'uso umano dei suoli: una delle nuovissime new entry è Panicum barbi pulvinatum. Una nuova solanacea è stata invece rintracciata in Sicilia, primo caso europeo.
Per contro, coltiviamo nei nostri giardini piante che non consideriamo infestanti o sgradite, ma che in realtà sono dannose per il nostro ambiente naturale. Un caso notevole è quello di Buddleja davidii, la cosiddetta "pianta delle farfalle", che però delle farfalle nostrane è acerrima nemica in quanto fornisce, su vasta coltivazione, luogo di rifugio e di sviluppo dei bozzoli a questi insetti, se la loro specie è esotica, ma non per quelle nostrane, che non ne ricavano nutrimento e quindi non arrivano all'accoppiamento. Pianta delle farfalle fino a un certo punto...
Nymphea x marliacea è una pianta invece che produce splendidi fiori; un suo sviluppo incontrollato mette a repentaglio l'ecosistema dei nostri climi.
Come si affrontano quindi le piante aliene? Vanno per forza perseguitate e sradicate dovunque? Come già accennato, esse si dimostrano utili quando vanno a coprire terre in cui altre specie non potrebbero sopravvivere. Per quel che riguarda casi come la buddleja, basterebbe immettere in commercio cultivar sterili, così da poterle tenere serenamente in parchi e giardini e goderne le fioriture in piena estate, mentre altre specie non fioriscono per le temperature eccessive.

Al microfono Francesca Marzotto Caotorta. Di fianco a lei, Mimma Pallavicini.
Nel pomeriggio, l'intervento (con sforo sulla tabella di marcia di quasi mezz'ora, ma è stato giusto così), di Mimma Pallavicini. Molto più giovanile vista dal vivo che non nelle foto sui suoi libri e sul suo blog, voce fresca e chiara nell'esposizione, la giornalista ha illustrato lo sviluppo in Italia, dagli anni Ottanta in poi, della cultura del giardinaggio, a partire dalla diffusione delle riviste specializzate
1982, nasce Airone; 1984, esce il primo numero di Gardenia; 1986, è il turno della rivista Giardini. La Pallavicini racconta dei suoi esordi professionali con delle tavole per bambini sulla rivista Più, a fine anni Settanta, avvenuto in seguito a un suo contatto con la redazione per segnalare inesattezze ed errori nella nomenclatura botanica.
A fine anni Ottanta si assiste a un boom della divulgazione editoriale della cultura del giardinaggio, grazie alla traduzione di molti libri di Oltremanica. Non sempre queste traduzioni sortiscono un buon effetto: chi traduce non ha competenze botaniche, e non adatta la scelta delle piante ai nostri climi. La cosiddetta "bordura erbacea", che tanto successo riscuote in Inghilterra, sua patria di origine, alle nostre latitudini causa molte delusioni negli appassionati che cercano faticosamente di emularla e riprodurla.
Negli anni Novanta nascono molti vivai di qualità, e i giornali di giardinaggio vedono aumentare vistosamente le copie vendute: i vivai Lossa, Feletig (che dopo essersi dedicato alle rose decide di specializzarsi in siepi da bacca), Rita Paoli, Susanna Tavallini con La Montà, Eta Beta, Didier Berruyer e Davide Picchi sono i fiori all'occhiello italiani (è proprio il caso di dirlo, "fiori"). Contemporaneamente, si allestiscono delle importanti fiere e manifestazioni che faranno storia: Masino, Colorno, Orticola, la Landriana, Frutti Antichi. Ai giorni nostri, ormai ogni città ha la sua manifestzione. Ma venti-trent'anni fa non era così scontato.
La Pallavicini, passando in rassegna velocemente gli anni Duemila, osserva che tra i vivaisti e gli "specialisti del verde" attualmente la delusione è generalizzata. Vuoi la crisi economica attuale, vuoi un certo insuccesso del vivaismo di eccellenza, invocato da molti ma praticato da pochi, in tanti non sono soddisfatti dei risultati ottenuti a fronte dei propri sforzi di coltivazione e selezione di piante di qualità. Fondamentalmente, il giardinaggio praticato dagli Italiani è ancora dozzinale e dilettantesco, improvvisato, e se professionale spesso è esercitato con sufficienza e senza accurati studi.
Negli ultimi quindici anni, in ambito viviaistico si sono distinti Adriana Balzi e il marito con Rose rifiorentissime, specializzato in rose moderne; è nata la manifestazione Murabilia, organizzata dalla stessa Pallavicini.
Cosa prevedono gli scenari futuri? I giardinieri, sulla scorta della lezione di Gilles Clément, dovranno diventare "planetari", professionisti colti e consapevoli dei risvolti ad ampio raggio che la cura dell'ambiente ha oggi giorno. Parola d'ordine sarà "sostenibilità", e attenzione per la flora spontanea dei propri luoghi. Se un tempo i "cacciatori di piante" viaggiavano per il mondo spostandosi di continente in continente, oggi i nuovi esperti botanici devono riscoprire le terre vicine, la vegetazione locale nella sua evoluzione naturale e per influenza dell'arrivo di specie aliene. La prossima frontiera sarà un vivaismo più ponderato, responsabile, che non mira solo a proporre agli acquirenti piante curiose o di bell'aspetto, ma soprattutto piante "testate", adatte davvero ai giardini e ai climi cui sono destinate, sia per fattori climatici sia nel rispetto del risparmio idrico.

martedì 10 febbraio 2015

Appuntamenti di febbraio tra corsi, agrumeti e orti botanici.

L'inverno non è ancora finito, ma diversi eventi e corsi dedicati al giardinaggio sono già in programma. Finchè si è liberi dagli impegni di orto e giardino vale la pena di parteciparvi!
Vi segnalo:
CORSO DI POTATURA E COLTIVAZIONE DELLE ROSE
​ E DELLE PIANTE ERBACCE PERENNI 
Il Team del Vivaio Priola  in collaborazione con
Rose Barni di  Pistoia è lieto di invitarVi
 
SABATO 21 FEBBRAIO 2015
c/o Az. Agr. Priola Strada delle Acquette, 4 31100 Treviso 

 
Programma 
ORE 10.30 circa : Intervento di Vittorio Barni  con dimostrazione teorico-pratica riguardante gli aspetti della potatura di piante di rose giovani e adulte. Durante la lezione, che si terrà nel corso della mattinata, saranno discussi e, dove possibile, messi in pratica, i vari metodi da adottare per ogni classe o gruppo di rose. Sarà un’occasione per porre domande su argomenti non trattati di interesse generale o per discutere specifici problemi individuali con un esperto in materia

ORE 12.30 : Buffet
ORE 14.00 circa : Intervento di Pier Luigi Priola sulla  cura e manutenzione delle erbacee perenni, delle graminacee  e degli arbusti,  lavori da eseguire durante questo periodo , dimostrazione pratica di alcune potature , preparazione del terreno e opportune concimazioni , verrà anche trattata in parte la cura delle perenni durante il periodo estivo 

Ore 16.30 CIRCA : Termine del corso
 
Per partecipare si prega di dare conferma al Vivaio Priola  
entro il 14 febbraio 2015
Mail : info@priola.it   fax 0422-301859 tel .0422-304096
Costo partecipazione : € 25.00
Il corso avrà un numero massimo di partecipanti di 50 persone
Dopo aver ricevuto la conferma di partecipazione Vi verranno inviate le modalità per il versamento

Si prega di tener presente che lo svolgimento avrà luogo in una serra fredda che verrà comunque riscaldata, trattasi in ogni caso di una struttura per la quale è opportuno un abbigliamento caldo
Qualora si intendesse anche acquistare delle piante, in questo periodo è necessario l'ordine preventivo.

***
 

Planta III edizione, 2015

L’Orto Botanico dell’Università degli studi di Napoli è lieto di annunciare la III edizione di “Planta, il giardino e non solo…”, Mostra Mercato di piante spontanee e coltivate, rarità botaniche ed essenze esotiche. 
La mostra si terrà presso gli spazi dei viali dell’Orto Botanico nei giorni 1, 2 e 3 Maggio 2015. Eventi musicali, esposizioni di manufatti artigianali, workshop, laboratori didattici e del gusto. Ingresso gratuito. www.ortobotanico.unina.it

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AGRUMI 2015

14 e 15 febbraio - Due giornate di profumi avvolgenti e colori intensi durante le quali i visitatori potranno scoprire l'intero universo degli agrumi.

Sabato 14 e domenica 15 febbraio

Palazzina Appiani presso Parco Sempione- Arena Civica a Milano


Un weekend da non perdere tra profumi avvolgenti e colori intensi: sabato 14 e domenica 15 febbraio con Agrumi, manifestazione svoltasi tradizionalmente a Villa Necchi Campiglio e quest'anno eccezionalmente ambientata presso la Palazzina Appiani, potrai scoprire l'intero universo degli agrumi, conoscendo le loro numerose e rare varietà. Saranno in vendita non solo piante e frutti, ma anche marmellate, mieli, mostarde, oli agrumati e dolci agli agrumi: dai limoni di Sorrento alle marmellate di arance del Giardino della Kolymbethra, Bene del FAI nella Valle dei Templi di Agrigento, dai canditi dello storico confettiere genovese Pietro Romanengo ai liquori aromatici, fino alle famose scorzette ricoperte di cioccolato dell'Antica Dolceria Bonajuto di Modica e molto altro ancora.

Per la prima volta nel porticato e al piano terra della Palazzina sarà messa in mostra l'intera collezione di piante d'agrumi, straordinaria per numero e varietà di esemplari, che l'appassionato vivaista Davide Chiaravalli di Monza ha raccolto e selezionato nel corso del tempo e di cui illustrerà ai visitatori le diverse particolarità e caratteristiche botaniche. Verranno, inoltre, esposte due interessanti collezioni pomologiche: i frutti veri, anch'essi provenienti dal vivaio di Davide Chiaravalli, e le perfette repliche degli stessi, eseguiti in ceroplastica dal talentuoso artigiano biellese Davide Furno secondo la tecnica inventata dal celebre scienziato-artista Francesco Garnier Valletti nell'800.
- See more at: http://www.fondoambiente.it/eventi/Index.aspx?q=agrumi-2015#sthash.YTdvzNmQ.dpuf
 Si terrà invece a Milano la manifestazione AGRUMI, presso la Palazzina Appiani, i giorni sabato e domenica 14 e a5 febbraio 2015. Calendario degli eventi a questo link.


 ***


Si è aperta anche quest'anno la manifestazione dedicata alle "rose di Natale":

Ellebori: dal giallo al verde, dal bianco al nero, dal rosa al viola “,
21^ mostra Mercato dell’Elleboro presso il Giardino degli Ellebori,
Tutte le Domeniche pomeriggio dalle ore 13 in poi
dal 1° Febbraio al 22 Marzo.

A Pietra Ligure, presso Il Giardino degli Ellebori. I dettagli qui.
Interessanti incontri a tema:
  • Sabato 14, ore 16: “Dall'Oriente con furore: cinquemila anni di storia e cultura degli agrumi”, Diego Pessina.
  • Domenica 15, ore 11: “Il paesaggio degli agrumi tra utilità e bellezza: quattro agrumicolture a confronto”. Antonino De Angelis, Giuseppe Pasciuta, Giuseppe di Falco. Incontro moderato da Giuseppe Barbera.

Per entrambe le giornate divertenti laboratori didattici :
Sabato dalle 15 alle 17
Domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17
Su prenotazione

L'arancia di Ribera Dop va a scuola” a cura del Consorzio di Tutela Arancia Ribera di Sicilia, si terranno ogni ora.
Per l'intere due giornate Laboratori di pasta di sale liberi fino ad esaurimento posti.
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AGRUMI 2015

14 e 15 febbraio - Due giornate di profumi avvolgenti e colori intensi durante le quali i visitatori potranno scoprire l'intero universo degli agrumi.

Sabato 14 e domenica 15 febbraio

Palazzina Appiani presso Parco Sempione- Arena Civica a Milano


Un weekend da non perdere tra profumi avvolgenti e colori intensi: sabato 14 e domenica 15 febbraio con Agrumi, manifestazione svoltasi tradizionalmente a Villa Necchi Campiglio e quest'anno eccezionalmente ambientata presso la Palazzina Appiani, potrai scoprire l'intero universo degli agrumi, conoscendo le loro numerose e rare varietà. Saranno in vendita non solo piante e frutti, ma anche marmellate, mieli, mostarde, oli agrumati e dolci agli agrumi: dai limoni di Sorrento alle marmellate di arance del Giardino della Kolymbethra, Bene del FAI nella Valle dei Templi di Agrigento, dai canditi dello storico confettiere genovese Pietro Romanengo ai liquori aromatici, fino alle famose scorzette ricoperte di cioccolato dell'Antica Dolceria Bonajuto di Modica e molto altro ancora.

Per la prima volta nel porticato e al piano terra della Palazzina sarà messa in mostra l'intera collezione di piante d'agrumi, straordinaria per numero e varietà di esemplari, che l'appassionato vivaista Davide Chiaravalli di Monza ha raccolto e selezionato nel corso del tempo e di cui illustrerà ai visitatori le diverse particolarità e caratteristiche botaniche. Verranno, inoltre, esposte due interessanti collezioni pomologiche: i frutti veri, anch'essi provenienti dal vivaio di Davide Chiaravalli, e le perfette repliche degli stessi, eseguiti in ceroplastica dal talentuoso artigiano biellese Davide Furno secondo la tecnica inventata dal celebre scienziato-artista Francesco Garnier Valletti nell'800.
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AGRUMI 2015

14 e 15 febbraio - Due giornate di profumi avvolgenti e colori intensi durante le quali i visitatori potranno scoprire l'intero universo degli agrumi.

Sabato 14 e domenica 15 febbraio

Palazzina Appiani presso Parco Sempione- Arena Civica a Milano


Un weekend da non perdere tra profumi avvolgenti e colori intensi: sabato 14 e domenica 15 febbraio con Agrumi, manifestazione svoltasi tradizionalmente a Villa Necchi Campiglio e quest'anno eccezionalmente ambientata presso la Palazzina Appiani, potrai scoprire l'intero universo degli agrumi, conoscendo le loro numerose e rare varietà. Saranno in vendita non solo piante e frutti, ma anche marmellate, mieli, mostarde, oli agrumati e dolci agli agrumi: dai limoni di Sorrento alle marmellate di arance del Giardino della Kolymbethra, Bene del FAI nella Valle dei Templi di Agrigento, dai canditi dello storico confettiere genovese Pietro Romanengo ai liquori aromatici, fino alle famose scorzette ricoperte di cioccolato dell'Antica Dolceria Bonajuto di Modica e molto altro ancora.

Per la prima volta nel porticato e al piano terra della Palazzina sarà messa in mostra l'intera collezione di piante d'agrumi, straordinaria per numero e varietà di esemplari, che l'appassionato vivaista Davide Chiaravalli di Monza ha raccolto e selezionato nel corso del tempo e di cui illustrerà ai visitatori le diverse particolarità e caratteristiche botaniche. Verranno, inoltre, esposte due interessanti collezioni pomologiche: i frutti veri, anch'essi provenienti dal vivaio di Davide Chiaravalli, e le perfette repliche degli stessi, eseguiti in ceroplastica dal talentuoso artigiano biellese Davide Furno secondo la tecnica inventata dal celebre scienziato-artista Francesco Garnier Valletti nell'800.
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sabato 17 gennaio 2015

Giardini (Giusti) d'inverno

Negli anni è scaduto in me il concetto del giardino "bello" perchè pieno di fiori, o di specie ricercate. Credo sempre meno ai giardini esuberanti, a quelli che ti schiaffano in faccia colori su colori, che pretendono di stupirti con belletti ed effetti speciali senza cuore.

Quest'estate ho tinteggiato di bianco delle sedie di legno e un tavolino pieghevole dell'Ikea. Li ho piazzati in mezzo al mio giardi-casino. Qualche sera mi sono seduta a sorseggiare un tè dal profumo fiorito e il sapore leggermente amaro. Intorno calava lentamente l'ombra notturna. Sembrava che tutto si concedesse un po' di oblio, dopo i clamori della giornata estiva. Le piante si mimetizzavano nell'oscurità, i grilli si accendevano nel campo vicino, il traffico della strada si rarefaceva. Io tiravo un sospiro di sollievo, finalmente c'era un po' di scampo da quello che sono le ossessioni quotidiane, del lavoro e di casa.

Poi è arrivato l'autunno, che ha riempito di colori il mio angolo verde senza che dovessi fare molto per quello spettacolo. Il parthenocissus è pittore di se stesso. Ho messo a dimora qualche bulbo, pensando con delizia non tanto ai fiori che ne sarebbero nati in primavera, quanto alle foglioline nuove e fresche che avrebbero attraversato la terra per venire alla luce, quando tutto intorno sarebbe stato ancora spoglio.

Adesso è inverno, guardo il giardi-casino dalla finestra; non ho niente da fare lì, se non appendere le palle di grasso per gli uccelli selvatici. Eppure apprezzo il mio giardino quasi più che nelle altre stagioni. Qualche bulbetto è sbucato da terra, ma non ho fretta che torni la primavera per vederlo fiorito. Anzi, per godermi di più l'inverno, la sua essenzialità, il suo privilegio di essere spoglio ma non per questo "morto", ho fatto un salto, dopo quasi vent'anni dalla mia prima visita, ai giardini Giusti.






L'inverno è la stagione ideale per visitare i giardini storici italiani. Quelli nati prima del Settecento sono costituiti per lo più da architetture topiarie e statue, che li rendono affascinanti anche quando non ci sono fioriture significative.






Muschio, bossi, fontane arricchiscono il silenzio di questi luoghi antichi ma ancora elegantissimi. Il giardino Giusti è curato e piuttosto frequentato tutto l'anno.


Gli agrumi, coltivati in vaso, in questo periodo sono ritirati in una vecchia serra. Nelle aiuole spoglie sono visibili i mucchietti di letame sparsi dai giardinieri per nutrire la terra...





Il giardino è strutturato in maniera tale che, percorrendolo, si sale un dislivello e gradualmente si gode della vista che si apre sempre più sulla città di Verona. All'orizzonte, il visitatore vede affacciarsi i tanti campanili che segnano le posizioni delle varie e numerose chiese cittadine. Quando sono arrivata nel punto più alto del giardino, hanno cominciato a suonare tutti insieme: era mezzogiorno. L'aria era tutta un concerto, una bellissima sorpresa. Di quelle che piacciono a me, di quelle che non c'è un biglietto da pagare, ma avvengono solo se le sai apprezzare.



Trovate delle bellissime foto di questi giardini e altri parchi veneti nel nuovissimo libro di Camilla Zanarotti e Dario Fusaro: I giardini delle ville venete.

 
Del 2014, editore Silvana, bilingue (italiano e inglese).

E se vi piacciono i giardini d'inverno, ecco un corso che fa per voi: organizzato dall'associazione Maestri di Giardino, l'ottavo Campus "Bello d'inverno", a Santa Marizza di Varmo (UD), i giorni 6-8 febbraio 2015.



venerdì 12 dicembre 2014

Visita alla XI Mostra della camelia invernale a Verbania

Ultimo appuntamento di quest'anno: la visita alla XI Mostra delle camelie a fioritura invernale a Verbania, presso villa Giulia. Ci ho tenuto molto ad andarci, un po' per passione, un po' perchè mi piaceva l'idea di "chiudere il cerchio" sulle due fioriture stagionali delle camelie, sasanqua e japonica, dopo la visita a quelle della Lucchesia in primavera.

Piccola manifestazione quella di Verbania, che però quest'anno conta su visite a giardini eccellenti affacciati sul lago Maggiore (villa Rusconi Clerici, villa Taranto, villino San Remigio) e su convegni con nomi importanti del giardinaggio italiano, come Paolo Pejrone, Alfredo Stoppa, Antonio Perazzi e Paolo Zacchera.
Per problemi di orari, essendo io arrivata in treno (e anche in questa occasione, come è successo per Orticolario, voglio osservare come in Italia percorrere una tratta di 3-400 km coi mezzi pubblici ogni volta sia un'avventura allucinante, tra cambi di stazione e costo dei taxi), dicevo, per problemi di orario non ho potuto prenotarmi alla visita gratuita guidata di villa Taranto. Ho ripiegato su villa Restellini, giardino non propriamente storico, ma comunque rappresentativo della flora e dello stile dei parchi della zona.

Il cancello d'entrata di villa Restellini


Villa Restellini è appartenuta a un appassionato botanico americano, W. B. Kaupe. Nel 1943 è stata acquistata dagli attuali proprietari, che ne hanno sviluppato e migliorato il giardino, con interventi riguardanti sia l'aspetto architettonico, sia quello botanico.



Punti di forza del giardino sono l'entrata, che dà verso il lago, le numerosissime azalee coltivate, le camelie e le serre. Molti i punti panoramici che approfittano delle bellezze paesaggistiche circostanti, e le essenze di pregio. Bellissimi i sentieri di sassi tra ophiopogon, liriopi e magnolie stellate.





Ho intravisto però una certa difficoltà nel coniugare insieme lo stile recente (forse degli anni Settanta-Ottanta) di alcune costruzioni, come l'abitazione della famiglia e la vasca delle cicas, con l'impianto più datato di piccoli ponti, aiuole rocciose e arredi romantici. Altri scorci del giardino più riusciti, invece, ricordano le soffuse atmosfere dei parchi giapponesi, grazie al muschio, alle acidofile e alle piante da giardino roccioso.

La pergolina di rose; sotto, il bordo della vasca delle cicas.

Il ponte che collega le due parti del giardino, attraversate da una strada asfaltata sottostante.


Veduta sulla vasca delle cicas.




Come villa Taranto, anche villa Restellini due anni fa è stata colpita da una tromba d'aria, che ne ha divelto vecchi cipressi, faggi e altri alberi. Molti i lavori di ristrutturazione che ne sono seguiti.






Conclusa la visita, ho raggiunto a piedi villa Giulia, dove si concentrava il cuore della manifestazione. Tre sale dedicate all'esposizione di fiori di diverse varietà di camelie, sia sasanqua sia japoniche (di cui molti erano gli esemplari in vaso fioriti, grazie alle temperature ancora relativamente alte della stagione). Presenti stand di profumi e olii essenziali, libri, prodotti artigianali in ceramica, un'esposizione fotografica personale e una dimostrazione di intreccio di contenitori di vimini. Nel parco della villa era allestita una piccola mostra mercato di camelie.












Alle 15, nella sala congressi, appuntamento con Paolo Zacchera, floricoltore, per un dialogo-intervista con Antonio Perazzi, architetto paesaggista noto anche per la sua collaborazione con Gardenia. Perazzi, dalla loquela brillante e dotato di un sottile senso ironico, ha concentrato su di sè l'attenzione della sala prendendo il "la" dal tema convegno, ovvero "Il giardino messo a nudo: col freddo germogliano le idee" per spaziare su più argomenti, tra i quali le sue esperienze di viaggio internazionali nei giardini del mondo, il suo stile di progettazione e la sua biografia di paesaggista.

A sinistra, Perazzi, a destra Zacchera. Al centro, il figlio più piccolo di Perazzi (ne ha tre e se li è portati dietro tutti!).
Il viaggio, inteso non come esplorazione botanica ma come fonte di conoscenza e di confronto con l'Altro; le caratteristiche dei giardini dei laghi del nord Italia a confronto con i paesaggi orientali in cui camelie, osmanti, gelsomini, magnolie, sono piante selvatiche che costituiscono interi boschi, per noi occidentali quasi inconcepibili; l'importanza di studiare il proprio giardino d'inverno per capirne difetti e pregi; come e perchè un giardiniere decide di scrivere; questi alcuni dei temi che si sono susseguiti in un'ora di conversazione.
E' poi venuto per me il momento di tornare: nessuna camelia acquistata, ma ben altre le preziose informazioni ed esperienze che mi sono "portata a casa". Spero che la Mostra della camelia invernale (e primaverile) continui su questa strada fatta soprattutto di cultura del giardino, e non solo di esposizione e ritrovo a fini economici.