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giovedì 16 luglio 2015

Plectranthus, pianta di mentolo o come si chiama

Non ditemi che a voi non è mai successo: visiti un vivaio, capiti a una mostra orticola, ti vendono fischi per fiaschi. Acchiappi al volo un vaso perchè porta un determinato cartellino: studi e confronti successivi all'acquisto compulsivo ti fanno scoprire che chiamavi in un modo ciò che in realtà è ben altro, e non si capisce neanche cosa.

Il mio cruccio più recente è questo: la pianta di mentolo. Me la vendono con questo titolo, io compro alla cieca sorprendendo persino me stessa, perchè non mi curo di farmi scrivere il preciso nome botanico della piantina che mi porto a casa. Wikipedia mi dice che il mentolo non è una pianta, ma "è un alcol chirale. A temperatura ambiente si presenta come un solido bianco dall'odore caratteristico. È un composto irritante. Estratto dall'olio essenziale della menta piperita, è usato per confezionare profumi, farmaci e altri preparati. Il mentolo ha inoltre un potere rinfrescante". Grazie al cappero. E io cos'ho comprato?


La visita a una manifestazione florovivaistica sul lago di Garda mi apre nuovi e inquientanti scenari grazie a un altro nome comune che viene appioppato a una piantina che pensavo fosse uguale alla mia: "origano cubano". Marcella sul suo blog ce l'ha. Ma non ha proprio proprio l'aspetto del mio pectranthus (perchè ormai è assodato che di plectranthus si tratta). Al tatto le foglie della mia piantina misteriosa non hanno odore di origano, ma del classico -e da me da bambina detestato- effluvio del Vicks Vaporub. Segue un rapido consulto via messaggini con la mia botanica di fiducia (ovvero Marcella), che dall'altro capo d'Italia sentenzia: di plectranthus "ghe n'è anca massa" ("ce ne sono anche troppi", ovviamente il dialetto veneto ce lo metto io), meglio restare solo sul nome del genere se non si può avere il consulto del vivaista che l'ha prodotto (sempre che sia cosciente di cosa produce).


Aggiungo solo questo: una pagina sparuta e sinteticissima della RHS nomina un Plectranthus 'Menthol Eucalyptus', senza aggiungere altre descrizioni nè foto. Sospetto che sia il mio.

giovedì 16 aprile 2015

Origano: aroma e bellezza

Tutti coloro che coltivano un orticello prima o poi si creano un "angolino delle aromatiche": salvia, rosmarino, basilico, e tante altre pianticelle da tenere sempre a portata di mano mentre si cucina, e poi ancora timi, aneto, erba cipollina... e anche origano.
Ma quale origano?

Le due specie più conosciute e utilizzate nelle nostre case sono l'origano comune (Origanum vulgare) e la maggiorana (Origanum majorana). Entrambi appartengono alla famiglia delle lamiacee, e le loro foglie, anche essiccate, profumano le vivande con un aroma intenso e persistente.



Ma mica finisce lì!
Sono molte le varietà di origano reperibili nei vivai specializzati (soprattutto in quelli dedicati alle piante mediterranee e alle erbacee perenni). Io ad esempio coltivo da un annetto un origano dalla foglia variegata, che in estate crea un cespuglietto apprezzabile dal punto di vista estetico. Non ne ho testato il sapore... ma dal profumo non sembra molto meno forte dell'origano più conosciuto.


Si tratta di Origanum vulgare 'Country Cream'. Come gli altri origani, richiede terreno fresco e ben drenato, posizione soleggiata, ed è perfetto per un giardino roccioso. Non cresce più alto di una quarantina di centimetri. La fioritura arriva verso l'inizio dell'estate, con piccoli fiori di un colore rosa chiaro.
In quanto erbacea perenne, la pianta lascia morire la parte aerea durante l'inverno, per poi rigettare con i primi caldi primaverili. Quando è in riposo vegetativo, pulitela dai rametti secchi. Non richiede molte altre cure, a parte di essere controllata perchè non venga invasa dalle erbacce. Bellissimo accostata a rosmarino, salvia, lavanda, elicriso. Altre piante mediterranee, insomma.
Sempre reperibili in commercio, segnalo Origanum vulgare 'Golden Shine', dalle foglie verde-oro; Origanum vulgare 'Aurea', dal fogliame giallo; Origanum onites, molto aromatico; Origanum dictamus, dal fogliame argenteo; Origanum hybridum 'Rosenkuppel', dai fiorellini di un rosa carico in mazzetti ricchi e appariscenti.

E se siete alla ricerca di nuove aromatiche per il vostro orto, vi consiglio l'evento organizzato presso i vivai Priola (Treviso): "Aromatiche per passione", il 18 e 19 aprile. Come l'anno scorso (occasione alla quale ho partecipato con grande emozione) sarà ospite Libereso Guglielmi, il celebre "giardiniere di Calvino".
Riporto parte del comunicato stampa inviatomi dal vivaio Priola:

Le piante aromatiche, officinali e le “Erbe” commestibili sono un macrocosmo da scoprire e noi in vivaio, questa emozionante ricerca, la portiamo avanti con passione da molti anni! Il 18 e 19 aprile 2015 durante l’evento “Aromatiche per passione“ potrete ammirarne una collezione di circa duecentocinquanta varietà di aromatiche. Un appuntamento come questo non poteva avere come ospite d’onore altri che l’amico Libereso Guglielmi, che trascorrerà con noi entrambe le giornate per incantarci, come sempre, con i suoi racconti di vita, di giardino e di “fiori che si mangiano”! Lo scorso anno siamo riusciti a compiere un’impresa non da poco, far assaggiare a Libereso una pianta che non conosceva, l’Erba ostrica (Mertensia maritima)!

L’Erba ostrica è una pianta tutta da scoprire e poco presente sia a tavola che nei giardini e proprio per questa ragione la descriverò di seguito insieme al Critmo inserendo anche due ricette, elaborate dallo chef trevigiano Giancarlo Pasin, che ci permetteranno di gustare appieno l’insolito sapore!

La presenza di Libereso Guglielmi, noto grazie a una geniale trovata di Pizzetti come “il Giardiniere di Calvino” (che era Mario Calvino il padre di Italo), nelle due giornate sulle aromatiche, ci onora e ci rende lieti perchè ci darà l’occasione per festeggiare insieme la vigilia del suo novantesimo compleanno!

Libereso sarà presente per parlarci di lui, delle sue esperienze, dei suoi libri e di giardini.

Libereso, con il supporto del giornalista Claudio Porchia, sarà lieto di rispondere a tutte le vostre curiosità e domande!

sabato 28 febbraio 2015

Qualche appunto al volo per prepararsi alla primavera nell'orto

Presto che è tardi! Continuiamo con alcuni appunti da tenere a mente o eseguire da subito nell'orto per sfruttare la bella stagione ancor prima che arrivi:

1 - Consultate i cataloghi on line dei più importanti vivaisti, o dei vivai che preferite: è ora di progettare l'orto del 2015 e di scegliere le varietà di ortaggi di cui abbiamo bisogno. Gli ordini vanno effettuati adesso per essere sicuri di ricevere le sementi in tempo e seminarle nel periodo giusto.

2 - Anche per l'orto vale il suggerimento di visitare fiere e manifestazioni, alcune indicate nella pagina Agenda 2015 di questo blog. Molti, ogni anno di più, i corsi a pagamento o gratuiti dedicati ai principianti che volessero iniziare un'avventura orticola, anche su un piccolo terrazzo. Informatevi presso il vostro Comune se sono previste iniziative che prevedono l'apertura di terreni demaniali ai cittadini per ricavarne degli orti pubblici condivisi: se non ne avete uno vostro, potrebbe essere una soluzione interessante.

3 - Il momento è quello delle potature e delle prime lavorazioni del terreno. Verificate la condizione delle piante nel vostro orto e organizzate le prossime settimane per avere il tempo di affrontare ogni impegno orticolo, soprattutto se lo dovete fare nel tempo libero, quando siete a casa dal lavoro. Sarà meno stressante se iniziate da subito. Considerando che non sempre nel fine settimana le condizioni meteorologiche sono ottimali e certe operazioni vanno svolte solo con tempo asciutto, ogni sabato o domenica soleggiati saranno preziosi. Doveroso mettersi all'opera per chi ha vigne o vuole seminare pomodori (ovviamente con i dovuti distinguo a seconda delle zone climatiche). Consultate le pagine dedicate a febbraio e a marzo, sempre in questo blog, per una rapida panoramica sui lavori nell'orto di questo periodo.

4 - Fate un piccolo resoconto dei successi e degli insuccessi di coltivazione dell'anno passato: qualcosa è stato trascurato perchè avevate troppi impegni e l'orto era troppo grande per le vostre forze? Il terreno si è dimostrato inadattato a certe colture? Avete dedicato troppo tempo all'irrigazione o le rese frutticole non sono state all'altezza delle vostre aspettative? Il vostro progetto dell'orto 2015 dovrà tener presente anche queste esperienze, per decidere di installare un impianto di irrigazione automatico o di effettuare una concimazione più mirata, magari dietro consiglio di un esperto o di un agronomo.

5 - Ma al di là di tutto, progettate di divertirvi: progettate davvero l'orto dei vostri sogni. Bello da vedere, oppure incentrato su delle verdure inconsuete, o con uno spazietto da far coltivare ai vostri bambini per trascorrere del tempo tutti assieme, o con un angolino di aromatiche da mostrare agli amici quando vengono da voi per un barbeque... Si può decidere di dedicare una parte dell'orto a qualche nuova varietà, per provare qualcosa di diverso e nuovi sapori. Carote colorate e inusuali (come la Deep Purple o la Purple Haze), cavoli cappuccio rossi, patate di colore scuro, come la Violet Queen, o il pomodoro nero di Crimea, saranno belli da vedere oltre che buoni da gustare. Insomma, pensate a un orto di cui andare fieri: forse non diventerà del tutto realtà, forse non sarete così bravi nel realizzarlo; ma a provarci vi divertirete tantissimo. E poi, qualcosa di buono, quando si lavora con la terra, lo si "raccoglie" sempre.

martedì 6 gennaio 2015

I propositi del 2015

L'anno nuovo è arrivato, e domani è già tempo di smontare il presepe e riporre le decorazioni natalizie. Gennaio è tempo di progetti: mentre la terra è gelata e le temperature fanno passare la voglia di stare in giardino, si sta in casuccia a tracciare disegni di nuove aiuole e a sognare a occhi aperti sui fiori da coltivare la prossima estate. Personalmente, passo ore su Pinterest guardando le immagini dei giardini più belli per trovare ispirazione.

Bardolino (VR), il pomeriggio del primo gennaio.

Quest'anno non ho in mente particolari acquisti: il mio piccolo giardi-casino già straripa di piante, e vorrei diminuire la quantità di quelle in vaso. Questo mi darà la possibilità di risparmiare tempo in innaffiature. Voglio lasciare più spazio alle piante che si "arrangiano", che non hanno bisogno di continui apporti di acqua e sono meno soggette alle malattie. Una parola... però qualcosa si può fare. Ho passato la scorsa estate a correre avanti e indietro con l'innaffiatoio, nonostante abbia installato da un po' l'impianto irriguo a goccia: a questa attività si aggiungeva quella di cura delle rose, eliminazione dei boccioli sfioriti di tante varietà di ogni specie e la raccolta delle foglie delle aromatiche da essiccare: un vero lavoraccio! Considerato che ho un impiego in ufficio a tempo pieno, e a distanza da casa, tra un impegno e l'altro fino alle otto-nove di sera non riuscivo a tirare il fiato. E il fine settimana, pulizie di casa!
Quest'anno parto un po' avvantaggiata: quello passato ho dovuto riverniciare le sedie e il tavolo da esterno (quasi tutte da sola), e preparare le tende da giardino. Il 2015 mi vede alleggerita da queste incombenze, e decisa a complicarmi il meno possibile la vita...
A pensarci bene però qualche acquisto lo farò, ma sarà assolutamente mirato: una rosa gialla, e una peonia, forse bianca, o forse rosa: ma lo saprete appena arriveranno a casa.


Visiterò di sicuro qualche fiera e qualche evento in giro per il nord Italia: mi piacerebbe Masino, per esempio, che non ho mai visto finora. Ho in elenco un vivaio di rose nel Veneto, ma di sogni nel cassetto giardinicoli in realtà ne ho a bizzeffe!
Per quanto riguarda l'orto, i risultati di quel poco che ho coltivato nel 2014 mi vedono soddisfatta solo sul fronte agrumi: la pianta di limoni in autunno ne ha maturati 6 kg, l'arancio quasi 3. Ma le arance sono di nuovo insipide: mi hanno suggerito di aumentare la somministrazione di lupini macinati, ma si vede che non ne ho distribuiti a sufficienza, o devo trovare altra soluzione.
Per ora, ecco la spremuta che ne ho fatto...


Buon anno a tutti!

venerdì 5 settembre 2014

Svelato il mistero del peperoncino spinoso

Qualche post fa, mi stupivo della presenza nel mio giardino di una pianta spinosissima, con fiori da solanacea. Sicura che fosse nata da una delle semine primaverili, non avevo però il conforto del nome sul cartellino, scolorito dal sole e dalla pioggia. Mi ero convinta che fosse un Habanero Chocolate, ma le foto della pianta di Habanero su Google non mostravano presenza di spine.


Finalmente mi decido a controllare meglio le bustine dei semi messi in terra ad aprile. Toh cosa trovo:


Non me la ricordavo!!! Che scema, bastava poco per verificare. Per fortuna non butto mai via le bustine, anche se le vuoto. Questa non mi ricordo da dove è saltata fuori: è scritta in tedesco. Un acquisto LIDL? Non credo, deve essere un regalo di qualche amica tedesca di mia mamma.
Poco importa. Il Solanum mandarina (Solanum aethiopicum) ha fruttificato, e qualcosa ho già raccolto. In mezzo alle spine: anche i piccioli dei frutti ne sono provvisti! Carognette!

Così questa pianta è descritta su Wikipedia: "La melanzana rossa (Solanum aethiopicum L.) è una pianta d'aspetto simile alla melanzana (Solanum melongena L.) per portamento ma il suo frutto arrotondato si colora di rosso intenso come un pomodoro (Solanum lycopersicum L.), tanto da essere scambiata per quest'ultimo. La colorazione rossa è data dall'aumento del contenuto di carotene durante la maturazione della bacca. Viene coltivata essenzialmente in Africa e in Asia tropicale. Il clima ottimale per la melanzana rossa è un clima caldo e asciutto, come quello della savana africana."
Sì, è vero, avevamo pensato alla melanzana. Non vi avevo detto invece che io abito nella savana veneta. L'avrete studiata alle medie, suppongo.

"La melanzana rossa è coltivata in Italia in alcune aziende del comune di Rotonda in Basilicata, nel Massiccio del Pollino nella Valle del Mercure e in Campania in provincia di Salerno. Probabilmente venne importata in Italia dai reduci delle guerre coloniali della fine del XIX secolo. In passato ha rischiato di estinguersi, ma la valorizzazione avvenuta grazie ad operatori turistici, agricoltori ed alcuni enti istituzionali che ne hanno promosso il consumo e la coltivazione, ha portato al riconoscimento come Presidio Slow Food e alla proposta per il riconoscimento del marchio DOP, avvenuto nel 2007. Attualmente in Italia è commercializzata e conosciuta come melanzana rossa di Rotonda o melanzana a pomodoro (dal nome lucano merlingiana a pummadora).
I frutti della melanzana rossa vengono consumati sia crudi che cotti, e anche le foglie vengono consumate in modo simile agli spinaci. Le foglie sono più nutrienti dei frutti. I frutti possono avere un gusto più o meno amaro in relazione al contenuto in saponine. In Asia la pianta viene utilizzata a scopo ornamentale."
Ma le foglie si mangiano con le spine?!?

Bene, ora conosco una pianta in più!

giovedì 14 agosto 2014

Amici blogger e... buon Ferragosto



Ho scoperto che un'amica di blog vive non lontano da casa mia, sul lago di Garda. Si tratta di P., ma alcuni di voi già la conoscono perchè scrive su Losmogotes, blog in cui racconta le sue esperienze orticole affrontate con il marito.


Col marito, P. lavora in un paesino della costa veronese del lago.

Frutta di ceramica esposta fuori da un negozio di Garda.

"Con l'orto mangiamo", spiega P., "ma con la nostra attività non agricola... viviamo". Sì, è così per molti di noi. Pur non essendo professionisti del settore del giardinaggio, amiamo tuffare le mani nella terra appena possiamo, e ci piace parlarne. Il destino ha voluto che ci sostentassimo con ben altri mestieri (chi è fortunato ad avere un lavoro, oggigiorno). Io stessa sono un'impiegata.


Sono contenta di aver incontrato P. Che non è italiana: se non ricordo male, è fiamminga, infatti i suoi post sono sempre bilingui (donne toste quelle "del Nord").
In questi anni, curare un blog e frequentare i social network mi ha dato l'opportunità di conoscere tanti appassionati di piante e di verde come me. Intraprendenti giardinieri "della domenica",  o esperti vivaisti, tutti insegnano sempre qualcosa, e trasmettono un grande entusiasmo.


Con contorno di foto della bellissima cittadina di Garda, vi saluto tutti e vi faccio tanti auguroni per un fantastico Ferragosto! Ci vediamo presto.

domenica 20 luglio 2014

Piccolo orto degli orrori

Rieccomi dopo lunga pausa. Dunque, ve lo ricordate questo post? Avevo parlato dei peperoncini che avrei seminato in primavera.
Be', l'ho fatto: in aprile ho seminato tutto. Qualcosa è nato, quasi tutto è stato divorato dalle chiocciole. Bastardelle. In mezzo all'erbaccia, cresciuta per giorni per mia incuria, il mese scorso ho rinvenuto due piantine strane, con profonde venature viola sulle foglie, e non le ho estirpate per capire cos'erano. Infestanti aliene? No, non possono essere peperoncini, mi dice mio marito. Ok, penso, le semine quest'anno sono state un fiasco completo. Vive solo il SUPREMO PEPERONCINO PICCANTISSIMO TRINIDAD SCORPION, comprato in vaso.

Una settimana fa, innaffiando, butto un occhio ai due mostri risparmiati dal diserbo, ohibò (come esclamavano una volta), un fiore bianco, un tipico fiore da solanacea:

Un peperoncino, come sospettavo. O temevo. Il cartellino della filetta si è scolorito, credo si tratti dell'Habanero Chocolate. Ma che spine!!! Sopra, sotto, ordinatamente distribuiti su tutte le foglie. Alcune sono state tarlate dalle solite chiocciole, che però non hanno avuto il coraggio di affrontare i pungiglioni affilati. In realtà con mio marito stiamo aspettando di vedere bene il frutto, c'è sempre il dubbio che si tratti di una strana melanzana, i cui semi potrebbero essere finiti lì non si sa per quale motivo.

Questo è Trinidad Scorpion.

Bei colori, verde col viola mi sono sempre piaciuti insieme. Vedremo i frutti, chissà se saranno "armati" anche quelli.

Intanto, un paio di metri più in là...


Sono due mesi che vedo un ragno tutto bianco stabilmente acquattato su un fiore delle mie dalie. Quando il fiore invecchia, il ragno si sposta su un altro. E' un insetto bello grosso, la "pancia" sarà larga un centimetro e mezzo. Pensavo che non fosse furbissimo, perchè bianco così non si mimetizza per niente sui fiori rosso fuoco delle dalie. Ma due settimane fa, te lo becco a banchettare con un'ape. Sopra l'ape, adagiato sulla schiena della povera vittima, un moscerino assiste alla terribile scena. Forse il ragno bianco sa il fatto suo più di quanto io potessi immaginare!

domenica 6 aprile 2014

Coltivare l'erba cipollina

L'erba cipollina è, a mio parere, l'erba aromatica più simpatica che ci sia nell'orto. Piccola presenza discreta nelle aiuole, sa essere utile e decorativa al tempo stesso. Le sue esili foglie, cave, lunghe al massimo 20-25 cm, se spezzate emanano un tenue profumo di cipolla. I suoi fiori, simili a palloncini, in primavera si alzano appena trattenuti dallo stelo e si aprono come piccoli fuochi d'artificio rosa-viola.

L'erba cipollina, o, in latino, l'Allium shoenoprasum, è un'affine dell'aglio e della cipolla. Come loro è una bulbosa, e può essere molto longeva, se coltivata correttamente, sia in piena terra sia in vaso. Ama terreni ben innaffiati, ma freschi e leggeri, se possibile leggermente acidi. In realtà si adatta un po' ad ogni luogo. Può essere seminata, ma perchè sia produttiva dal momento della semina occorre che passi almeno un anno. Di solito in primavera si acquista in vasetti nei vivai e nei supermercati. Va quindi subito messa in terra. D'inverno tutta la parte aerea muore, per poi rispuntare velocemente in marzo, quando le temperature si fanno più miti.
Ciuffo giovane di erba cipollina e aglio ornamentale a confronto

L'erba cipollina si moltiplica facilmente tra marzo e aprile, o in autunno, da divisione dei ciuffi, ogni due o tre anni. Sollevate i ciuffi da terra, e lavateli sotto acqua corrente per districarli con le mani, con delicatezza. Eliminate le radici più vecchie, al centro tra quelle nuove, e interrate in buche di cinque centimetri di profondità, da riempire con buona torba. Comprimete poi con cautela la terra intorno alle radici, per farla aderire bene.
Chi ha un po' di esperienza sa che conviene disporre questa pianta a righe, perchè è più veloce liberarla dalle erbe infestanti. La gramigna, ad esempio, con le sue foglie strette e lunghe le somiglia molto, e se trascurata colonizza i cespuglietti dell'erba cipollina fino a soffocarla e a farla sparire. Una regolare pulizia delle file, almeno una volta al mese, garantisce erba cipollina rigogliosa per tutta la bella stagione.
stelo di erba infestante, molto simile a quello dell'erba cipollina

Volete erba cipollina anche nella stagione fredda? Mettetene dei ciuffi in un vaso di terracotta a fine estate, lasciate le nuove piante a riposare per un mesetto finchè si saranno riprese dal trapianto e poi portate il vaso in casa, se avete uno spazio ben illuminato dove tenerla. Ma se in casa lo spazio adatto vi manca... provate a conservare l'erba cipollina essiccata. Basta prelevarne degli steli, tritarli ad una lunghezza di mezzo centimetro, e lasciarli asciugare. Con il metodo dell'essiccazione, molto dell'aroma però va perso. Spesso si consiglia di immergere il trito di erba cipollina, dopo una veloce scottatura in padella, nel burro fuso, da far poi congelare in cubetti in freezer. Questi cubetti sono poi agevolmente fruibili per aromatizzare pesce e carne.
Coming soon: per il momento, i fiori della mia erba cipollina non sono ancora aperti :-)

L'erba cipollina non ha bisogno di concimazioni particolarmente intense. Se la vedete indebolita, rifornite il suo terreno di concime organico. Importante è anche un'irrigazione regolare, soprattutto d'estate.
Come gli altri Allium, anche l'erba cipollina è una grande alleata delle rose: coltivate vicine, queste piante traggono beneficio reciproco, e le rose soffrono meno di malattie fungine.
Esistono varietà di erba cipollina con fiori di varie sfumature: oltre quella tradizionale con fiori rosa-porpora, i vivai specializzati offrono ad esempio la "Corsican White", a fiore bianco, e la "Forescate", con fiori rosso acceso.

Tagliate l'erba cipollina in maniera corretta, quando è asciutta, partendo dall'esterno della pianta, a un centimetro o due da terra, e non dalla cima. In questo modo, la pianta manterrà la sua forma, emetterà nuovi steli e si rinforzerà, conservando foglie tenere e fresche. Se invece tagliate le punte, resteranno dei mozziconi ingialliti e deboli. Indossate dei guanti se non volete che l'odore di cipolla vi impesti le mani per tutta la giornata...

Quando vi servono, tagliate i ciuffi di erba cipollina verso la base.
In cucina, l'erba cipollina si usa per aromatizzare, come già ho detto, carne (soprattutto quella ai ferri) e pesce. Ma è ottima spalmata con burro e olio sulle bruschette, e trova un interessante impiego anche nell'aromatizzazione dell'aceto, assieme a maggiorana, basilico, menta e dragoncello. Basta far bollire l'aceto di vino (bianco o rosso non ha importanza, purchè sia a bassa gradazione alcolica), e poi versarlo sulle foglie sminuzzate. Si fa riposare in un contenitore chiuso e al buio per un paio di settimane. A questo punto, assaggiate: se l'aceto è troppo forte, aggiungete altro aceto freddo; se l'aroma non si sente bene, mettete delle foglie aromatiche fresche. Dopo un'altra settimana, filtrate e conservate in una bottiglia chiusa ermeticamente. Da consumare entro un anno.

Cultivating chives.
Chive is a sweet herb easy to cultivate, in the ground or potted. It is a bulb, related to onion and garlic: instead, cutted it smells a little like an onion. It needs sun, a good irrigation, and fertile and sandy soil, but normally chive can live quite everywhere.
Usefull and decorative, its flowers can be pale rose, rose-purple or white. In winter, leaves die and re-grow in spring. Better cultivate chive in lines: weeding is easier, beacause chive looks like spear grass. Cut the tin leaves near the base.
Grow chives near roses: they help them against fungin diseases.
Chives can be used dried or sun-dried, conserved in frozed butter's cubes, or to aromatize vinegar. Make vinegar boil and pour it on mint, chive, basil, or marjoram's leaves. After two weeks, taste it: if it is too sweet, add more fresh vinegar. If it isn't aromatic, add more sweet herbs leaves. After an other week, filter out the leaves and the aromatic vinegar will be ready to use.

venerdì 28 marzo 2014

Il peperoncino più piccante del mondo

Da tempo cerco di trovare per mio padre delle piante di peperoncino nuove e più piccanti del solito, da coltivare nel suo orto. Ma tutte le volte è la stessa storia, e lui mi rimprovera: ma che roba mi hai portato? questa pianta non produce niente di piccante! ha poco sapore! hai scambiato i semi di pomodoro con quelli di peperoncino? questi sono quasi dolci!
Quest'anno ho deciso di stupirlo con effetti speciali, procurandogli:

TRINIDAD SCORPION


"Grande come una palla da golf, il re dei peperoncini è originario dell'isola di Trinidad ed ha detenuto il primato di più piccante al mondo, facendo registrare il punteggio record di 1,4 milioni sulla scala di Scoville". Questo quello che riporta il catalogo dell'impresa vivaistica che lo vende (ma mi sa che hanno copiato da qui).
Capito? MUY PICANTE! Trinidad Scorpion, il sesto grado su sei della scala Richter della piccantezza, la madre di tutte le piccantezze, el brusiòr de la lingua, le fiamme dell'inferno nel piatto, da me ribattezzato anche "el pimiento de la muerte". Per coltivarlo bisogna avere il patentino da vigile del fuoco... sto scherzando per carità, sono proprio curiosa di vedere cosa questa pianticella sarà capace di emettere. Habanero ci fai un baffo.


Ho scovato questo vasetto alla IV edizione della Fiera di Vita in Campagna, la terza che visito.Un evento organizzato dall'omonima rivista, in fase di evoluzione, ogni anno più grande ed ogni anno più frequentata. Ci si trova un po' di tutto: piante da orto e da giardino, attrezzi agricoli nuovi e antichi, sementi, serre, animali e mostre di animali, stand gastronomici di prodotti locali, e soprattutto un sacco di corsi gratuiti tenuti da esperti del settore. La fiera non è particolarmente ricca di "finezze": come coltivatrice della domenica, finora ho visto in esposizione poche varietà rare o novità esclusive. Ma mi piace molto l'intraprendenza di questo evento, e questi corsi di cui vi dicevo, sulla potatura delle piante da frutto, sugli innesti, sull'allevamento di animali, sull'essiccazione delle erbe aromatiche, ecc. Corsi gratuiti, molto seguiti, forse il vero tratto distintivo di questa fiera.


Goji, i piccoli frutti del momento. Mi chiedo se comprarne uno.

Coppia di Morosetas. Se avessi lo spazio...

Grande la varietà di semi in busta venduti da alcuni commercianti, anche se non a prezzi economici (ecco, io non capisco perchè alle fiere la roba costa quasi di più che fuori. Non dovrebbe essere il contrario?). Ho fatto incetta di:



peperoncini, coste colorate, qualche curiosità botanica. E ho trovato anche una piantina di vigna caracalla (se ricordate, in questo post mi ero ripromessa di ordinarla per quest'anno). Non credevo ai miei occhi.
Bene miei cari, auguro a tutti un bel fine settimana. Io ho qualcosa da seminare...

Last week-end I visited the Vita in Campagna's fair (Vita in Campagna is an italian magazine). Here I've bought the 2014 most of the world: Trinidad Scorpion, from Trinidad Island.I found also a plant of vigna caracalla, that I was searching from long time, and various seeds for my vegetable garden.

mercoledì 12 marzo 2014

Braccia rubate all'edilizia


Questo fine settimana, ho celebrato la festa della donna dedicandomi ad una attività che di solito si lascia agli uomini: ho pavimentato, in modo molto rudimentale per carità, senza l'uso di cementanti, e con le mie stesse manine, un pezzettino dell'orto-giardino. Più precisamente, due metri di sentiero di entrata, che affiancano una proda dell'orto e portano a un'altra pavimentazione del giardino che abbiamo predisposto l'estate scorsa.
Un'esperienza molto interessante, e che mi ha fatto capire che, se non fossi diventata impiegata, avrei avuto un futuro come...piastrellista.
Il materiale scelto sono state piastre irregolari di porfido, avanzate da altre opere degli anni passati.


Sotto l'egida del mio paternissimo padre (che nella vita ha fatto un po' di tutto, e assieme a mia madre si è restrutturato la casa "a pinco e baìla"- piccone e badile in dialetto, ovvero con lavoro muscolare), abbiamo livellato bene i due metri da lastricare. Le piastrelle vanno sempre appoggiate su una superficie ben piana, perchè in corso d'opera non si riesce più a eliminare i dislivelli. Si smuove un po' il terreno con l'aiuto di una vanga, lo si verifica e uniforma con una pertica e poi si appiana tutto con un frattazzo.


Muniti di sabbia edilizia, si posano quindi le piastre. In questo caso, le si dispone a mosaico seguendo il proprio gusto personale. Si tenga conto che più si lasciano fughe larghe, più le lastre a lavoro concluso saranno instabili e magari ballerine. Tenendo la pertica sotto mano, dopo averla appoggiata, all'estremità più distante, su una lastra per fare livello con quelle che si vogliono posare, si appoggiano le piastre verificando costantemente che siano tutte alla stessa altezza sulla superficie del terreno. La sabbia va usata sul momento, nel caso ci siano ancora delle difformità o concavità nel terreno e le si voglia pareggiare. Se invece il terreno presenta qualche piccola convessità, con una paletta o il frattazzo è facile eliminarla subito.
Non camminate sulle pietre appena posate. Se dovete fare dei passaggi da un lato all'altro, appoggiate a terra un'asse di legno per fare da passatoia. Distribuirà più equamente il peso del vostro corpo mentre vi muovete.


Voilà. Il pareggiamento tra una lastra e l'altra sarà più o meno preciso a seconda della rusticità che si vorrà dare al proprio pavimento. Io sono stata abbastanza precisina, cercando di mettere d'accordo il livello della pavimentazione che si vede nell'angolo della foto in alto a destra, e le lastre di marmo rosa che si vedono più in basso a destra e a sinistra, e fungono da sentieri nell'orto e in giardino. Mica scherzi.
Terminato il posizionamento delle pietre, gli interstizi vanno riempiti di sabbia. Col tempo, vi crescerà un po' di erba, così la lastricazione sarà meno evidente e più armonizzata con l'area circostante.


Con un piccolo getto d'acqua, fate penetrare meglio la sabbia tra le fessure per garantire una maggiore aderenza. Non esagerate, perchè la terra sotto le piastre non deve inzupparsi, le farebbe smuovere. Nella foto qui sopra, potete vedere il lavoro finito, dopo una seconda spolverata di sabbia.
Il sentiero che si vede a destra l'ho posato sempre io, da sola, l'estate scorsa. I blocchi di marmo erano molto più pesanti del porfido, li ho trascinati uno ad uno mettendoli "in piedi" e facendoli "camminare" sui lati corti, fino al punto dove volevo posizionarli. Per gli ulteriori aggiustamenti, mi sono aiutata con una vanga, usata come leva. Manicure bye bye.
Quando concludo queste imprese, "fuori" sono distrutta e coi muscoli indolenziti dall'acido lattico, ma "dentro" mi sento così:


Il lavoro nobilita l'uomo e pure la donna.


La gatta approva il mio operato. Con un pavimentino così, quando piove, non ci si bagna più le zampine nelle pozzanghere!

Talking about building a path without cement. I did it with a little help of my father. Before placing the porphyry tiles,  we leveled the soil. After the tiling, we filled the interstices with sand.
Heavy jobs meke me feel tired, but strong like a body builder!